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Tessera del tifoso: diventerà “Fidelity Card del Tifoso”

 ROMA, 12 Marzo 2012 – Dopo soli 3 anni dalla sua introduzione, la tessera del tifoso comincia ad andare in semipensione: dal 2012 infatti diventerà una vera e propria “fidelity card”, cioè carta dei servizi, con sconti ed agevolazioni e tutto ciò che fidelizza il tifoso alla società calcistica. La tessera (ne sono state rilasciate più di un milione!) continuerà ad essere necessaria per seguire la squadra del cuore in trasferta, ma le procedure per ottenerla verranno molto semplificate. La modifica nasce dal fatto che negli ultimi 2 anni ci si è resi conto che si poteva dare fiducia alle tifoserie che hanno dimostrato di meritarla, facendo appello al senso di responsabilità degli appassionati in maniera sana, superando così l’idea che si era ingenerata dall’introduzione della tessera, percepita come “strumento di controllo di Polizia”. “La tessera del tifoso manterrà però inalterate le sue caratteristiche fondamentali, già evidenziatesi negli ultimi due campionati, a cominciare dalla necessità del suo possesso per le trasferte e gli abbonamenti, sia per questo che per il prossimo campionato” ha spiegato il Capo della Polizia Manganelli. L’ex Ministro Roberto Maroni ha invece così commentato : “Hanno vinto le tifoserie ultrà e violente e le società di calcio che mai hanno accettato le regole!

Questa Associazione nutre forti perplessità circa il senso di responsabilità che promettono di assumersi tifoserie violente e selvagge e società sportive il cui unico obiettivo è il profitto. D’altra parte i paesi dove è stato regolarizzata e messo sotto controllo la violenza dei tifosi, hanno utilizzato unicamente strumenti di controllo e repressione di Polizia rigidi, e non certamente una stretta di mano con i Capi ultras!!!!. Ancora una volta, comunque, cogliamo l’occasione per augurarci che tali soluzioni non penalizzino ulteriormente le già mortificate Forze dell’Ordine, impegnate quotidianamente nelle manifestazioni sportive a costo zero!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

INDIA: MARO’ IN CARCERE

INDIA, 5 Marzo 2012 – Si aggravano le condizioni e le sorti dei 2 soldati del Battaglione San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fermati in custodia cautelare il 20 febbraio scorso dalle Autorità  Indiane, a seguito dell’assalto alla petroliera Italiana, nel quale sono rimasti uccisi dei pescatori. È notizia di oggi che non solo e’ stato prolungato di 14 giorni il loro “fermo giudiziario”, ma anche che il Giudice Distrettuale di Kollam ha deciso il trasferimento immediato dei due fucilieri nel carcere centrale Trivandrum. Il Governo Italiano ha protestato definendo le misure “inaccettabili” in considerazione dello status dei due militari e del fatto che si sta violando palesemente l’attività Giurisdizionale Internazionale, in base alla quale i due Marò dovrebbero essere giudicati da un Tribunale Italiano, essendo i fatti loro addebitati avvenuti in acque internazionali. Frenetica ed intensa è anche l’attività della Farnesina e del Ministero degli Esteri, senza che però tali interventi hanno sortito alcun effetto.

Questa Associazione esprime la massima solidarietà ai 2 militari ed il più vivo compiacimento per la delicata e preziosa attività condotta dal Battaglione San Marco, fiore all’occhiello della nostra Marina Militare!

Esprimiamo il massimo sdegno e la più intransigente critica verso il Governo Indiano che sta violando palesemente il Diritto Internazionale, auspicandoci nel contempo che il Governo Italiano possa essere più incisivo e risoluto nel riportare a casa in nostri Militari!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

Afghanistan : Tre militari italiani morti in un incidente del blindato su cui viaggiavano

Afghanistan, 20 Febbraio 2012 – Tre militari italiani del 66° Reggimento FRIULI di Forlì sono morti in seguito ad un incidente stradale avvenuto nei pressi di Shindand, nel quale è anche rimasto fertito un quarto militare, ricoverato nell’ospedale militare da campo per ipotermia. I militari morti sono il Caporal Maggiore Capo Francesco CURRO’, Messinese di 33 anni, il primo Caporal Maggiore Francesco Paolo MESSINEO, Palermitano di 29 anni, ed il primo Caporal Maggiore Luca VALENTE, Leccese di 28 anni. Secondo quanto riferito dal Comando Militare Italiano, nella mattinata odierna un Lince è rimasto coinvolto in un incidente, mentre era impegnato in un’attività “tesa a recuperare una unità bloccata dalle condizioni meteo particolarmente avverse”. L’incidente mortale è avvenuto  nell’attraversare un corso d’acqua, allorchè si è ribaltato il LINCE,  intrappolando, al suo interno, tre militari dell’equipaggio che sono successivamente deceduti. Con la morte dei tre militari, salgono a 49 il numero dei militari italiani deceduti dall’inizio della missione Isaf in Afghanistan nel 2004.

Cordoglio e vicinanza alle famiglia dei 3 nostri soldati, ed onore al 66° Reggimento FRIULI

Stefano MEMOLI – Pres. Prov. A.P.I.

AGENTE DELLA POLIZIA LOCALE DI MILANO IN SERVIZIO, DOPO UN INSEGUIMENTO, FA FUOCO CON LA PISTOLA ED UCCIDE UN FUGGITIVO SUDAMERICANO

Milano, 13 Febbraio 2012 : Secondo Le prime ricostruzioni Ufficiali del Comando di Polizia Locale di Milano, intorno alle 14.30 due agenti del Comando di Polizia Locale sarebbero intervenuti per una rissa tra sudamericani nel quartiere Crescenzago a Milano. Due sudamericani a bordo di un’auto sono stati intercettati dagli stessi Agenti mentre percorrevano via Crescenzago, contromano e a forte velocità. Gli Agenti, allora, hanno intimato l’alt, ma i due sono fuggiti. Ne è nato un inseguimento in auto, che è terminato all’ingresso  del Parco Lambro. I due inseguiti hanno abbandonato la vettura, continuando la fuga a piedi. Uno dei due, vistosi braccato dagli agenti, secondo la primissima ricostruzione ufficiale, avrebbe puntato una pistola contro un agente, il quale a questo punto avrebbe sparato un colpo, colpendo mortalmente però l’altro sudamericano, risultato essere un uomo cileno di 29 anni. L’Agente di Polizia Locale ce ha fatto fuoco, che in un primo momento risultava indagato per “eccesso colposo in legittima difesa”, risulterebbe ora essere sospettato, dalla Procura, di “omicidio volontario”.  E’ quanto ha fatto trapelare la stessa Procura di Milano, al termine dell’interrogatorio dell’Agente durato fino a tarda notte. Secondo le indiscrezioni uscite dalla Procura a pesare sul cambio di imputazione sarebbero state anche le testimonianze dei colleghi dell’Agente. Nei confronti dell’Agente non sono ancora state però emesse misure cautelari. Per far luce sulla dinamica dell’omicidio si attendono i riscontri tecnici sui fori di entrate e di uscita dal corpo della vittima ed i risultati dell’autospia.

L’attuale giunta sta facendo di tutto per indebolire la Polizia locale, proponendo i vigili come operatori sociali e questo può creare uno stato di incertezza e di crisi d’identità che, nel momento della prova, rischia di portare a reazioni imprevedibili. La Polizia locale deve essere mirata, organizzata e supportata perché protegga la sicurezza dei cittadini. Bisogna piuttosto investire in mezzi, aumentare la presenza sul territorio dei vigili e fornire loro adeguata preparazione”, ha dichiarato il vice presidente della commissione antimafia al Consiglio Comunale e Presidente dell’Associazione Poliziotti Italiani, Carmine Abagnale, commentando l’accaduto.

Questa Associazione confida nel più celere e preciso accertamento dei fatti, onde poter tutelare la sicurezza e la giustizia di tutti i cittadini e delle Forze dell’Ordine, impegnate sempre in prima linea. Massima solidarietà al Comando di Polizia Locale di Milano ed ai familiari della vittima.

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

DECRETO SVUOTA CARCERI: IL DECRETO LEGGE CHE APRIRA’ LE PORTE A 3500 DETENUTI!!

Roma, 9 Febbraio 2012: Il Decreto legge cd “svuotacarceri” ha ottenuto la fiducia alla Camera, e diventa la chiave che aprirà la porte delle celle a circa 3500 detenuti che devono scontare pene sino a 18 mesi a patto di aver dimostrato buona condotta e non pericolosità. È questo lo strumento ideato dal Ministro della Giustizia, Paola Severino, che stabilisce una serie di misure per diminuire il sovraffollamento delle carceri italiane e prevedere l’ampliamento della possibilità di detenzione domiciliare. Con questa misura il Ministro Severino conta di poter risparmiare 350mila euro al giorno. Il decreto prevede anche la possibilità della custodia ai domiciliari o nelle camere di sicurezza delle Questure dei fermati in flagranza di reato destinati ad essere giudicati per direttissima. Per gli arrestati in flagranza che siano accusati di alcuni reati minori, ristrette nelle celle di sicurezza presso le Caserme e le Questur, si riduce da 96 a 48 ore il tempo per la convalida dell’arresto da parte del magistrato. Il decreto assegna inoltre 57 milioni all’edilizia carceraria. Sempre per limitare le costose traduzioni dei carcerati viene aumentata la possibilità di ascoltare detenuti in videoconferenza. Prevista anche, tra le altre misure, la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo 2013.

Ancora una volta si assiste alla sconfitta dello Stato dinanzi ai disavanzi economici, che avvantaggiano  criminali e delinquenti. Ancora una volta lo Stato Italiano mortifica il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Ancora una volta i giusti e gli onesti si vedono derubati della loro dignità e della loro sicurezza, per l’incapacità dei Governanti di impostare regole rigide e leggi efficaci.

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

Roma : camion tampona auto ed uccide 5 ragazzi.

ROMA, 18 Gennaio 2012 – Intorno alle 2 di notte, un camion ha tamponato una Citroen C1 ferma sulla corsia di emergenza del raccordo anulare, ammazzando cinque ragazzi e ferendo 2 Agenti della Polizia Stradale. Ancora ignote le cause del violento tamponamento, avvenuto sul Gra nel tratto tra l’uscita Ardeatina e quella Laurentina, anche se le analisi tossicologiche ed etilometriche effettuate sul conducente, hanno già dato esito negativo, facendo propendere così per l’ipotesi del colpo di sonno. I giovani deceduti erano 3 ragazzi e 2 ragazze romani tra i 20 ed i 23 anni, originari di Centocelle e Tor Bella Monaca. Nell’urto, che ha spostato il veicolo in sosta mandandolo a sbattere contro una autopattuglia della Polizia Stradale, hanno riportato lesioni  i due agenti erano fuori dal veicolo di servizio e che stavano effettuando un controllo di soccorso per l’auto in panne. Gli operatori della Polizia Stradale, ricoverati per alcuni lesioni al volto ed alla mano, sono sotto choc per quanto avvenuto. L’autista del camion, allo stato dei fatti, risulta indagato in stato di libertà per omicidio colposo plurimo.

L’Associazione rivolge un pensiero ed un abbraccio ai familiari delle vittime di questo assurdo incidente ed un monito a tutti i conducenti che guidano in ogni ora del giorno e della notte, ignorando o sottovalutando i rischi della sonnolenza alla guida. Solidarietà massima per i colleghi della Polizia Stradale che ancora una volta hanno rischiato la morte per svolgere il loro lavoro, così come avviene tutti i giorni per coloro che indossano una divisa…onore alla Polizia Stradale!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

ECOPASS MILANO AREA C: RACCOLTA FIRME PER ABOLIZIONE

Milano, 14 Gennaio 2012 - Il movimento NONREMARECONTRO di Carmine Abagnale, PConsigliere Comunale  ha iniziato oggi la raccolta firme per abolire la nuova tassa ECOPASS per l’accesso all’area “C” di Milano. Secondo Abagnale la tassa è finalizzata esclusivamente a fare cassa ed è  inutile e gravosa proprio in questo momento difficile  per il nostro paese. Per informazioni sulla raccolta firme ed i punti dei raccolta delle stesse nella città di Milano, visitare il sito www.nonremarecontro.it.

La Segreteria Provinciale

VIGILE URBANO TRAVOLTO VOLONTARIAMENTE ED UCCISO A MILANO

Milano, 12 Gennaio 2012 – Niccolò Savarino, vigile urbano di 42 anni, è stato ucciso questa sera, a Milano, zona Bovisa, dall’ignoto conducente di un Suv che lo ha investito volontariamente e si è dato poi alla fuga. Secondo le prime ricostruzioni, nel parcheggio della Bovisa un camper di nomadi sporgeva in modo tale da creare intralcio al passaggio delle macchine che facevano manovra. I due vigili di quartiere, uno dei quali proprio Nicolò Savarino, hanno detto a un anziano zingaro, che si trovava fuori dal camper, di spostare il mezzo e permettere alle altre auto di passare. Ma un Suv nero è passato ugualmente a bassa velocità, nonostante gli spazi ristretti, e ha investito il nomade passandogli su un piede. I due vigili in bicicletta hanno inseguito allora il suv: Savarino è riuscito a precedere il Suv al varco d’uscita del parcheggio e gli si è parato davanti con la bicicletta per impedire che si dileguasse. A questo punto il conducente della Bmw X5 ha accelerato travolgendo il vigile trascinandolo per 200 metri lungo la strada finché il corpo non è caduto sull’asfalto. La bicicletta invece è rimasta attaccata all’auto per altre centinaia di metri. L’agente, era conosciuto per essere un uomo corretto, riservato e dal temperamento molto calmo, insomma una persona posata e competente che,  senza renderlo pubblico, si occupava anche di fare volontariato in favore dei disabili. Savarino abitava a Rho (Mi) in compagnia del fratello e non era sposato ma fidanzato, mentre i suoi genitori, abitano in un paesino vicino a Licata (Ag). Gli investigatori, che hanno già individuato l’intestatario del Suv, si stanno muovendo a 360 gradi per arrivare al più presto all’arresto del colpevole.

Onore ed affetto alla famiglia di questo silenzioso eroe dei giorni nostri !!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

UNO BIANCA : OCCHIPINTI SEMILIBERO

Padova, 9 Gennaio 2012 : Marino OCCHIPINTI, ex poliziotto componente della banda della Uno Bianca, ha ottenuto la concessione della semilibertà per motivi di lavoro, concessa dal tribunale di Sorveglianza di Venezia. La semilibertà, quale misura alternativa di detenzione, per Occhipinti significherà uscire dal carcere di Padova la mattina per andare a lavorare per poi rientrarvi la sera. L’uomo era in carcere dal 1994 e stava scontando un ergastolo per l’omicidio, commesso il 19 febbraio del 1988, della guardia giurata Carlo Beccari durante l’assalto a un furgone portavalori della Coop di Casalecchio di Reno (Bo), nonché per i reati di associazione a delinquere e rapina . Le prime cinque ore di permesso le ha fatte dopo soli 16 anni di carcere, nello scorso 2010.  La semilibertà concessa, è una possibilità prevista dalla Legge quando i condannati all’ergastolo hanno scontato almeno 20 anni di reclusione. Ne sono passati solo 18. Rabbia e sgomento hanno espresso i familiari della guardia giurata ed i familiari delle vittime della Uno Bianca.

L’A.P.I. – sez. Prov. di Bergamo, pur non professando il giustizialismo e rispettando le decisioni dei Tribunali Italiani, si associa alla rabbia dei familiari per un’applicazione “leggera” delle facoltà di Legge e coglie l’occasione per non dimenticare le vittime di quei volgari delinquenti!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

BEFANA DEL POLIZIOTTO

Festa dedicata a tutti gli appartenenti alla  Polizia di Stato e loro familiari tra musica, divertimento ed estrazioni a premio.
INGRESSO GRATUITO
L’ESTRAZIONE DEI PREMI E’ STATA RINVIATA E AVVERRA’ ENTRO 60 GIORNI. LA NUOVA  DATA SARA’ COMUNICATA ENTRO POCHI GIORNI SU QUESTO SITO

Info su : info.apibergamo@gmail.com

Per la realizzazione della serata si ringrazia : Ingrosso dolciumi LAZZARINI (Bergamo), Distributori automatici SERIM (Carugate), Negozio soft air RAFFUS (Bergamo), Gadget promozionali e pubblicità visiva SN ADVERTISING (Bergamo), Gioielleria CORNARO (Bergamo), Ristorante C’ERA UNA VOLTA (Bergamo), Ottica FOPPA (Grassobbio), Centro estetico LE MILLE E UNA FAVOLA (Bergamo),  Circolo OFFICINA DELLE STELLE (Bergamo), EGO-CLUB (Bergamo), Ristorante pizzeria BELLA NAPOLI DA NASTI (Bergamo).

Convegno sullo Stalking – Lunedì 21 Novembre 2011 – Teatro Civico di Dalmine (BG)

CONVEGNO SULLO STALKING : Ad un anno e mezzo dal primo convegno, si terrà a Dalmine (BG), nel Teatro Civico, il secondo Convegno sullo Stalking organizzato dalla sez. Provinciale di Bergamo dell’Associazione Poliziotti Italiani, sotto il patrocinio del Comune di Dalmine e della Camera Penale di Bergamo, in collaborazione con il Movimento Cristiano Riformisti.  Quello di lunedì si annuncia come un convegno a cui parteciperanno numerose persone e professionisti, alla luce anche  del doppio riconoscimento (crediti formativi ed aggiornamento professionale)  riservato rispettivamente agli Avvocati e/o Procuratori Legali ed agli appartenenti alla Polizia di Stato. Dal punto di vista dei contenuti, sicuramente assisteremo ad interessanti e corpose dissertazioni ed analisi del fenomeno, basate sull’ormai consolidata esperienza che tutti i relatori hanno acquisito dall’entrata in vigore della legge sullo Stalking. Alla luce di ciò  Vi aspettiamo numerosi e fiduciosi di riuscire a realizzare un convegno su una tematica attualissima ed interessante per tutti.

Il Presidente Prov.le A.P.I.- Stefano Memoli.

Milano: Anziano insegue, investe e uccide uno giovane scooterista dopo una futile lite.

Milano, 26 Luglio 2011: ……..Lettera della famiglia del motociclista ucciso a Milano, in Via Doria, al sindaco di Milano Pisapia: “Buonasera sig. Sindaco, Viola ha 3 anni e suo padre, Alessandro Mosele è stato ucciso ieri da un vecchio pazzo in via A.Doria angolo Montepulciano! Continua a chiedere: “Perché il mio papone è stato ucciso?” Abbiamo scelto di dirle la verità su consiglio di una psicologa infantile. Sono quasi le due di notte e non dormiamo, speriamo di non essere gli unici e che il criminale marcisca nelle patrie galere ma nutriamo dei forti dubbi……Mi chiamo Michele Fino, sono il convivente da due anni di Stefania Notari, madre di Viola Mosele, viviamo sotto lo stesso tetto e siamo tutti e tre distrutti. Sono curioso di vedere se la nuova Amministrazione si muoverà per una piccola rimasta orfana di padre, non siamo “bisognosi” e ci vogliamo bene, non chiediamo l’elemosina né pietà, ma la dovuta giustizia. Cordialmente, Michele Fino”

Secondo quindi le testimonianze ed i primi accertamenti esperiti, ieri un pensionato (ex direttore commerciale di una azienda ) che viaggiava a bordo di un’autovettura,  durante le prime ore pomeridiane, dopo la lite nata per futili motivi ad un semaforo a Milano, in via Montepulciano, avrebbe cominciato ad inseguire un giovane, Alessandro Mosele, che era a bordo di uno scooter. L’anziano avrebbe prima affiancato il giovane sullo scooter in Via Doria, poi, dopo uno scambio di insulti e sputi, con la sua auto  lo avrebbe poi travolto. Il Mosele sarebbe riuscito ad aggrapparsi alla parte anteriore dell’auto, urlando a lungo fino a che non è caduto a terra sotto le ruote del veicolo, staccando la targa della macchina. L’anziano poi, facendo inversione, sarebbe anche passato una seconda volta sul corpo esanime dell’uomo, per poi investire di striscio una donna romena in transito, ferendola ad una gamba. Il pensionato, infine si allontanava dalla scena del delitto, per tornarvi dopo poco nel tentativo di recuperare la targa. A quel punto, però, lo stesso veniva tratto in arresto e condotto al Carcere di San Vittore con l’accusa di omicidio volontario.

L’Associazione esprime la più netta condanna per tutte l forme di intolleranza ed inciviltà su strada, poiché finiscono per logorare e modificare l’aggressività delle persone, trasformandole in bestie feroci pronte ad uccidere per una banale lite!!

Stefano MEMOLI – Pres. Prov. A.P.I.

Il Caporal Maggiore David TOBINI ucciso in Afghanistan.

Bala Murghab (Afghanistan), 25 Luglio 2011 – Il quarantunesimo militare Italiano ucciso dall’inizio della missione in Afghanistan, è il caporal maggiore David TOBINI, parà di 28 anni in forza al 183° Reggimento ‘Nembo’ di Pistoia – Reparto d’elite dell’Esercito . Il nostro militare è morto al termine di una battaglia combattuta intorno alle 4.15 di mattina tra le abitazioni di un villaggio vicino a Bala Murghab. Nella battaglia in cui è stato ucciso Tobini, sono rimasti feriti anche altri due militari: il caporal maggiore scelto Simone D’Orazio e il caporale Francesco Arena. Quest’ultimo ha riportato ferite lievi mentre il primo è in fin di vita. I militari Italiani, assieme a quelli afghani, avevano appena terminato un’ operazione di perlustrazione e rastrellamento in un villaggio, conclusosi il ritrovamento di materiale esplosivo, quando i Talebani hanno attaccato il contingente con armi da fuoco. Nel conflitto a fuoco, venivano feriti gli altri due militari e veniva ucciso Tobini. I militari Italiani, hanno quindi cercato riparo tra le case, sino all’intervento in ausilio della copertura aerea, grazie alla quale sono riusciti ad uscire dalla trappola mortale. I funerali si svolgeranno alle 18 del 28 Luglio, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.

Onore ad un militare coraggioso morto in combattimento a difesa dei valori di libertà !!!

Stefano MEMOLI – Pres. Prov. A.P.I.

NORVEGIA : UN CENTINAIO DI MORTI NELLE STRAGI DI OSLO ED UTOYA

Norvegia, 22 Luglio 2011Anders Behring Breivik: questo è il nome dell’orrore norvegese! Un , 32enne cristiano fondamentalista con simpatie di estrema destra, iscritto a una loggia massonica e con avversione per l’islam e la societa’ multiculturale, norvegese, titolare di una farm che produceva coltivazioni biologiche, è l’autore delle stragi di Oslo e Utoya, in cui sono stati uccise 92 persone, 5 sono disperse ed altre 20 sono in fin di vita.  La prima strage è avvenuta nel centro di Oslo, dove un’autobomba e’ esplosa nel primo pomeriggio di venerdì vicino ad una sede del Governo e alla redazione di un tabloid, in seguito alla quale sono morte 7 persone. La seconda carneficina,  compiuta due ore piu’ tardi, è stata consumata sull’isoletta di Utoya, sul lago a 40 km da Oslo, dove si teneva un campo estivo annuale dei giovani del partito laburista e dove il folle Breivik, in uniforme da poliziotto, armato di una pistola, di un fucile e di una mitraglietta ha ucciso almeno 85 ragazzi adolescenti, ferendone molti altri, in una mattanza durata quasi un’ora e mezza indisturbatamente prima dell’arrivo delle forze speciali della Polizia, a cui si è arreso senza la minima resistenza. I sopravissuti di Utoya, hanno raccontato i momenti di terrore, quando Breivik e’ arrivato sull’isolotto e, con una orribile lucidita’, ha chiamato a raccolta i primi che ha incontrato: “Venite, venite, non abbiate paura, sono della polizia”, cominciando poi a sparare per uccidere a sangue freddo, finendo successivamente, con tutta calma, la propria missione di morte colpendo alla testa i feriti o coloro che si fingevano morti e mitragliando chi si lanciava in acqua per fuggire. La responsabilità per la strage di Oslo a carico del folle è inequivocabile, alla luce del fatto che alcuni testimoni hanno notato la presenza di Breivik nella zona dell’esplosione e che la bomba esplosa sembrerebbe fabbricata come l’esplosivo trovato sull’isola con lo stesso carnefice, confezionato a base di concime chimico, ritrovato poi in notevoli quantità nella fattoria di sua proprietà. La Polizia ha detto di non escludere che l’assassino abbia avuto dei complici ma di non avere, allo stato attuale,  neppure elementi di conferma. Secondo le agghiaccianti dichiarazioni rilasciate ieri sera alla Tv norvegese dal legale di Breivik, dopo il colloquio con il proprio assistito La strage, pianificata da tempo, e’ stato un atto atroce ma necessario! “.

L’Associazione esprime il proprio cordoglio per un Paese sconvolto e per le famiglie di tanti giovani innocenti, morti per mano del male ideologico e della follia umana !

19 Luglio : L’Italia commemora Paolo BORSELLINO, Emanuela LOI, Agostino CATALANO, Vincenzo LI MULI, Walter Eddie COSINA e Claudio TRAINA PRESENTI.

Palermo, 19 Luglio 2011 – Palermo e Via D’Amelio, alle 16.58 di oggi, si sono fermate in un minuto di silenzio in memoria della strage avvenuta 19 anni fà, in cui furono trucidati Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta : Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina Presenti. Era il 19 luglio 1992 e quel giorno Borsellino, dopo avere pranzato con la moglie ed i figli, stava andando dalla madre, che abitava in via D’Amelio. Ad attenderlo, però, c’era una Fiat 126 con circa 100 chili di tritolo. Una strage realizzata dopo soli 57 giorni dopo quella in cui perse la vita il suo amico e collega Giovanni Falcone. La giornata di oggi ha visto varie manifestazioni e momenti di commemorazione : Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, è intervenuto nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Palermo, in una cerimonia organizzata dall’Anm di Palermo, nella quale, tra l’altro ha commentato: “I partiti sono tenuti a svolgere un’opera di pulizia al loro interno eliminando ogni ambigua zona di contiguità con la criminalità e il malaffare“. Il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha deposto una corona di fiori degli Uffici del Reparto Scorte della Questura di Palermo, nella Caserma Lungaro. Al termine della cerimonia Maroni ha incontrato in forma privata per alcuni minuti i familiari delle vittime della strage, la moglie Agnese e il figlio Manfredi Borsellino con la famiglia, e i parenti della scorta del magistrato. La visita del Ministro si è conclusa con un vertice  in Prefettura sul tema della sicurezza. In Via D’Amelio, invece, c’era tanta gente comune, il Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, il Procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari (che indaga sulla strage!), l’aggiunto nisseno Domenico Gozzo, i magistrati di Palermo Antonino Di Matteo e Antonino Ingroia ed i parenti delle vittime, tra i quali i fratelli di Borsellino, Rita e Salvatore, e i congiunti degli agenti di scorta. Nella giornata odierna, non sono mancate le accese polemiche tra i familiari del Giudice ed i rappresentanti delle Istituzioni, nonché le giuste polemiche per una indagine che, a distanza di 19 anni, ancora non ha svelato tutti i mandanti della strage e le sfumate collusioni politiche, tanto che, secondo indiscrezioni, nelle indagini si parla di almeno «due verità possibili» e di almeno un tentativo di depistaggio, al cui sfondo resta l’ipotesi della trattativa tra Stato e Mafia.

Un affettuoso abbraccio ideale a Paolo, Emanuela, Agostino, Vincenzo, Walter e Claudio, umili e grandi servitori dello Stato!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

40° Soldato Italiano ucciso in Afghanistan: Il Caporal Maggiore Roberto MARCHINI

Bakwa (Afghanistan), 12 Luglio 2011 – A distanza di soli 10 giorni, è stato ucciso, nell’inferno Afghano, il 40° militare Italiano dell’ISAF, il Caporal Maggiore Roberto MARCHINI, 28enne originario di Viterbo, in forza  all’8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago (Verona). L’attentato di stamani è avvenuto durante le solite attività di ricognizione insieme a militari afgani. Secondo la prima ricostruzione, sembra che il geniere Marchini si trovasse a piedi, davanti al mezzo, e che stesse fornendo sicurezza ad un team di artificieri impegnati a bonificare la strada da  tre ordigni di tipo IED, quando una quarta bomba è esplosa, uccidendo Marchini. I funerali solenni, a Roma, dovrebbero svolgersi venerdì mattina, mentre nello stesso pomeriggio quelli in forma privata, nella chiesta di Santa Maria della Consolazione, a Caprarola, paese delle sue origini. Quella di questi giorni, era l’ultima missione per il militare ucciso, prima di tornare al sua paese in licenza nei prossimi giorni. Marchisi lascia per sempre la propria famiglia, composta da padre, madre e sorella, che erano al paese ad aspettarlo per il festeggiamento del suo 29 compleanno del 21 Luglio.

Un abbraccio affettuoso alla famiglia ed un pensiero per tutte le altre famiglie che hanno i propri familiari impegnati in guerra.

Onori al Caporal Maggiore Roberto MARCHISI

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

Bambino disabile picchiato dalle maestre del suo asilo!!

MILETO (VV), 11 Luglio 2011 – L’orribile racconto di un bambino disabile di 5 anni che frequenta l’asilo comunale di Mileto (Vibo Valentia) : “Mi picchiavano tutte. La maestra Adriana, ma anche tutte le altre” . Il racconto di tali violenze, ha fatto scattare le manette, con la misura cautelare degli arresti domiciliari, per quattro insegnanti dello stesso asilo, con l’accusa di maltrattamenti aggravati, mentre a carico di una quinta insegnante si è proceduto con la denuncia a piede libero con un connesso provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino. Secondo quanto e’ emerso dalle indagini, il bambino, infatti, e’ stato ripetutamente picchiato, anche piu’ volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione. Le indagini, scattate su informazioni confidenziali anonime, si sono basate su videoriprese fatte dai Carabinieri, in cui sono documentati i maltrattamenti subiti dal bambino. Il bambino, nella testimonianza fatta al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, alla domanda : “quante botte ti danno?”, ha risposto  ”tante!” , indicando la propria faccia come punto preferito per le percosse. Le maestre, inoltre, per spaventare il bambino, arrivavano perfino a portarlo in una stanza buia in cui gli facevano credere si trovasse, un uomo brutto nero.

L’Associazione di stringe alla sofferenza dei familiari della piccola vittima, mandando un carezza virtuale a quel bimbo, caduto tra le mani di esseri orribili che meritano un processo rapido ed  il carcere per un lunghissimo periodo, se dichiarate colpevoli!!!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

Inaugurato a Camerino il nuovo Distaccamento della Polizia Stradale

Camerino, 16 Giungo 2011 - Inaugurata la nuova sede del Distaccamento Polizia Stradale di Camerino, già intitolata, nel 1985, al Maresciallo del Corpo delle Guardie di P.S. Luigi D’Andrea, ucciso il 6 febbraio 1977  al casello autostradale di Dalmine (BG) per mani di Vallanzasca e degli uomini della sua banda. All’inaugurazione del Distaccamento, a cui ovviamente hanno partecipato le massime Autorità provinciali e di Polizia, oltre allo stabile sede dei nuovi Uffici, è stato anche scoperto un monumento alla memoria dello stesso maresciallo D’Andrea, alla presenza della vedova, Gabriella Vitali, e di una delle sue due figlie, mentre madrina della manifestazione è stata la giornalista RAI Maria Grazia Capulli, figlia del Sovrintendente capo Giovanni Capulli, rimasto in forza proprio al Distaccamento di Camerino dal 1957 al 1985.

Auguri agli uomini della Polizia Stradale di Camerino!

Stefano Memoli

ONORE AL CAPORALMAGGIORE TUCCILLO!

Caghaz (AFGHANISTAN), 2 Luglio 2011 -  Il Caporal Maggiore Domenico Tuccillo,  militare di 29 anni in forza al Battaglione Logistico Brigata Ariete di Pordenone, è morto oggi in seguito all’esplosione di un ordigno in Afghanistan. La bomba, tipo IED (ordigni esplosivi improvvisati), era stata posizionata lungo la strada ed è esplosa al passaggio del convoglio dei soldati, in ricognizione con l’esercito Afghano. Il Caporalmaggiore, conducente di un autocarro pesante (APS), è morto sul colpo, mentre un altro militare è rimasto ferito a una gamba, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Domenico TUCCILLO, originario di Palma Campania  (Napoli) era sposato con una infermiera olandese e risiedeva a Treviso. A portare la notizia alla famiglia di origine, che vive a Palma Campania, è stato il Comandante Militare dell’Esercito in Campania in persona. Sentimenti di cordoglio, di vicinanza alla famiglie e di ringraziamento per i militari in Afghanistan sono stati espressi da Ministri, dal Capo del Governo e dal Presidente della Repubblica.

Salgono così a 39 il numero dei militari Italiani che hanno sacrificato la propria vita per la missione ISAF dall’inizio del 2004.

ONORE AL CAPORALMAGGIORE TUCCILLO ED ALL’ESERCITO ITALIANO!!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

Cassazione: “Lecito coltivare una piantina di marijuana sul terrazzo”

Roma, 28 Giugno 2011 : I Giudici di Cassazione della 4^ Sez. Penale, con la sentenza nr. 25674/11, hanno respinto il ricorso con il quale il Procuratore Generale della Corte di Appello di Catanzaro ha protestato contro l’assoluzione di un ragazzo di 23 anni sorpreso con una piantina di “maria” sul balcone della sua abitazione a Scalea (Cosenza), annullando di fatto il principio legislativo che stabilisce che deve essere sempre punita la coltivazione di sostanza stupefacente. In pratica, ad avviso dei Supremi Giudici la coltivazione di una piantina “non è idonea a porre in pericolo il bene della salute pubblica o della sicurezza pubblica” ed occorre che nel giudizio si valuti anche  “la necessità che il possesso e la coltivazione limitato di piante o principi droganti sia in grado di procurare danni” e dunque quando la “modestia dell’attività posta in essere emerge da circostanze oggettive di fatto” come in questo caso la coltivazione di una piantina in un piccolo vaso sul terrazzo di casa con un principio attivo di mg 16, “il comportamento dell’imputato deve essere ritenuto del tutto inoffensivo e non punibile anche in presenza di specifiche norme di segno contrario”. Quindi non è punibile il reato che non procura danni a nessuno……………………………………………………
Lasciamo a voi i commenti e le riflessioni di una simile sentenza……….
Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

NAPOLI: COLPI DI PISTOLA CONTRO VOLANTE DELLA POLIZIA DI STATO

Napoli, 21 Giugno 2011 – Agguato contro una Volante della Polizia di Stato ad opera di malviventi a bordo di alcune moto di grossa cilindrata, conclusosi con uno scontro a fuoco che miracolosamente non ha causato nessun ferito. Tutto questo è accaduto nel rione De Gasperi, nel quartiere napoletano di Ponticelli, dove una volante era impegnata in un servizio di controllo e aveva fermato alcuni pregiudicati per un controllo, allorché alcuni malviventi,  avvicinatisi a bordo di grosse moto, hanno sparato verso i poliziotti, colpendo la vettura in piu’ punti della parte posteriore. Gli agenti hanno risposto al fuoco, senza però colpire i malviventi, che si sono subito allontanati. L’ipotesi fatta dagli investigatori è che i malviventi stessero facendo da sentinelle a un summit di camorra, nella roccaforte del clan Sarno e che hanno sparato per creare un diversivo che coprisse la fuga dei boss. L’agguato testimonia la determinazione della camorra di controllare impunemente il proprio territorio, incurante delle regole dello Stato e delle Forze dell’Ordine.

Massima solidarietà agli uomini delle Forze dell’Ordine impegnate in quel territorio difficile e condanna per i mass media che hanno divulgato la notizia in maniera superficiale e scarna, senza segnalare all’opinione pubblica la gravità di un tale attacco agli uomini dello Stato!!

Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

DECRETO LEGGE : Immigrati nei C.I.E. sino a 18 mesi, espulsione coattiva immediata per i clandestini e rimpatrio coattivo anche per i cittadini comunitari

ROMA, 16 Maggio 20011 – Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, fa approvare dal Consiglio dei Ministri un Decreto Legge contro l’immigrazione, in risposta ai recenti pronunciamenti della Corte di Giustizia Europea e della Corte Costituzionale. Il Decreto approvato prevede la possibilità di trattenere gli extracomunitari nei CIE fino a 18 mesi (rispetto agli attuali 6), ripristino delle espulsioni dirette per i clandestini ed allontanamento coattivo anche per i cittadini comunitari. Il titolare del Viminale ha sottolineato che il D.L. “è coerente con le norme dell’Unione e che verrà firmato un accordo con il CNT Libico per poter riportare in Libia i migranti che sono venuti in Italia clandestinamente. Il provvedimento prevede il ripristino della procedura di espulsione coattiva immediata per tutti gli extracomunitari clandestini che sono pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, oppure che sono a rischio di fuga, o ancora che sono espulsi con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria o che violano le misure di garanzia imposte dal Questore e il termine per la partenza volontaria. Inoltre viene introdotto l’allontanamento coattivo (espulsione) anche dei cittadini comunitari per motivi di ordine pubblico e prolungato il periodo di permanenza nei Cie (Centri di Identificazione ed Esplusione) fino a 18 mesi. Vengono modificate le sanzioni per i reati di violazione e reiterata violazione dell’Ordine del Questore di lasciare il Territorio Nazionale con la previsione della sanzione pecuniaria e viene prevista la possibilità per il Giudice di Pace di sostituire la condanna con l’espulsione. Introdotte anche misure alternative al trattenimento nel Cie per lo straniero irregolare che non sia pericoloso, quali la consegna del passaporto o altro documento equipollente, l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione presso gli Uffici della Forza Pubblica, le cui violazioni prevedono multe salate .Stefano Memoli – Pres. Prov. A.P.I.

Guardia di Finanza: il giuramento di 67 Allievi Ufficiali

Bergamo, 11 Giugno 2011 – Gli Allievi Ufficiali dell’ Accademia della Guardia di Finanza hanno prestato giuramento questa mattina a Bergamo. La cerimonia si e’ svolta sotto una pioggia torrenziale in piazza Vittorio Veneto dove hanno giurato i 67 Allievi Ufficiali del 110° Corso “Mali Viluscia III” e del 9° Corso Aeronavale “Orsa Minore”. Alla cerimonia hanno presenziato, oltre a tutte la alte cariche politico militari di Bergamo, il sottosegretario all’Economia Luigi Casero ed il Comandante Generale della Guardia di Finanza Nino Di Paolo. Nel suo intervento il generale Di Paolo ha sottolineato il valore del giuramento e la delicatezza del lavoro che andranno a svolgere gli Ufficiali a salvaguardia della liberta’ economica del Paese.

Un in bocca al lupo ai futuri Ufficiali della prestigiosa Guardia di Finanza.

Stefano Memoli

L’ASSASSINO CESARE BATTISTI E’ TORNATO LIBERO IN BRASILE!

Papuda (BRASILE), 9 Giugno 2011 – Il Tribunale Supremo Federale Brasiliano, con una netta maggioranza ha convalidato il no all’estradizione, già imposto dal Presidente Brasiliano Inacio Lula da Silva il 31 dicembre 2010, di Cesare BATTISTI, il terrorista a capo del gruppo PAC (Proletari Armati per il Comunismo) che negli anni tra il 1978 e il 1979 fu lesecutore o l’ideatore di 4 omicidi. E’ questa la squallida sentenza che arriva oggi a firma del Supremo Tribunale Federale, la cui maggioranza dei giudici ha votato per il rifiuto dell’istanza italiana perchè anche “offensiva della sovranità brasiliana“. Dunque l’assassino Cesare BATTISTI è libero, anche se l’Italia annuncia l’immediato ricorso all’Alta Corte di Giustizia Internazionale dell’Aja. Ma chi è stato questo terrorista? Cesare Battisti, condannato con sentenza definitiva all’ergastolo, ha premeditato, organizzato ed eseguito ben quattro omicidi, finalizzati a “punire chiunque impedisse, in un modo o nell’altro, il regolare svolgimento dei cosiddetti espropri proletari“. La prima vittima è stata Antonio Santoro, Maresciallo della Polizia Penitenziaria, ucciso il 6 giugno 1978 a Udine. Altri due omicidi eseguiti nello stesso giorno: il 16 febbraio 1979, a Milano, il gioielliere Pierluigi Torregiani, e nel tardo pomeriggio, a Santa Maria di Sala (Venezia) Lino Sabbadin, macellaio di Mestre. Infine, l’ultimo omicidio il 19 aprile 1979 di Andrea Campagna, Agente della Digos.

Dinanzi a questa palese ingiustizia ed a tale umiliazione per lo Stato Italiano, non possiamo non indignarci, stringendoci con il cuore ai familiari delle vittime, uccise nuovamente oggi da una sentenza indegna……

Stefano Memoli

197° ANNIVERSARIO DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Roma, 6 Giugno 2011 – In Piazza Siena a Roma, si è svolta la cerimonia clou per il 197° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri, alla quale si stima abbiano partecipato 15 mila persone. La cerimonia ha avuto inizio alle ore 19, 30 con lo schieramento di tre Reggimenti di formazione rappresentativi di tutte le componenti dell’Arma, è poi proseguita con il passaggio in rassegna dei Reparti da parte del Presidente della Repubblica ed il successivo l’intervento del Ministro della Difesa. Il momento più applaudito, come sempre, è stato lo storico carosello equestre, eseguito dal Quarto Reggimento a Cavallo mentre sulle note del ‘Nessun dorma’ è stata rievocata la carica di Pastrengo del 1848. Durante la cerimonia, alla quale erano presenti anche il Presidente del Consiglio, il Presidente del Senato e tutte le più alte cariche dello Stato ed istituzionali, sono state consegnate le “ricompense” ai Carabinieri che si sono particolarmente distinti in attività di servizio e il Premio annuale a 5 Comandanti di Stazione. Con gli onori finali al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è infine conclusa la bellissima cerimonia, seguita dal costante applauso dei partecipanti e degli ospiti d’onore, contornato ed immerso in surreale tripudio di luci tricolori.

I più vivi auguri e complimenti ai Carabinieri, orgoglio della nostra nazione!!

Stefano Memoli

Afghanistan : Ufficiale dei Carabinieri ucciso difendendo una donna

Panshir (Afghanistan), 4 Giugno 2011 - Cristiano Congiu, Tenente Colonnello dei Carabinieri  in forza alla D.c.s.a., la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, secondo una prima ricostruzione dei fatti, è stato ucciso in una località della valle del Panshir, nell’Afghanistan nordorientale, ad opera di conoscenti e familiari di un ragazzo afghano che aveva poco prima usato violenza contro una donna americana che si trovava insieme allo stesso Ufficiale. Secondo le testimonianze, l’Ufficiale, la donna americana ed un loro amico afghano, mentre camminavano  in strada, sono stati fermati da tre ragazzi del luogo, che con molta probabilità volevano rapinarli. La donna ha reagito istintivamente e uno di questi si è avventato contro di lei usandole violenza fisica . Congiu, allora, ha fatto fuoco con la sua pistola per difendere se stesso e la donna, ferendo lievemente al fianco il ragazzo, mentre gli altri due afghani sono scappati. Nel mentre però, lo stesso militare dell’Arma stava soccorrendo il giovane per trasportarlo in ospedale, i compagni del ragazzo ferito sono tornati insieme ad altri uomini armati, che hanno sparato con un kalashnikov, colpendo alla testa Congiu, mentre la donna americana e l’afghano sono riusciti a scappare. Le forze di Polizia Afghane hanno individuato il ragazzo ferito, arrestandolo per l’aggressione all’americana, aprendo una indagine insieme ad investigatori dell’Arma inviati sul posto.

La nostra solidarietà piena va a questo uomo in divisa che sacrificato la propria vita per salvare quella di altri, testimoniando il quotidiano sacrificio ed onore degli uomini dei Carabinieri!!

Stefano Memoli

Arrestato Ratko MLADIC, il boia di Srebrenica

Serbia, 26 Maggio 2011 – Dopo circa 16 anni, la Polizia Serba ha messo fine alla latitanza di Ratko MLADIC, il terzo criminale di guerra più ricercato al mondo ed uno dei più spietati boia dell’intera umanità, accusato del genocidio di Srebrenica in cui vennero trucidati 8.000 civili musulmani, sotto gli occhi impotenti dei Caschi Blu dell’ONU, più altri crimini di guerra,. Nel 1995, infatti, Mladic era il Capo dell’Esercito Serbo Bosniaco che guidò, tra l’altro, l’assedio di Sarajevo durato circa 3 anni e mezzo, in cui persero la vita circa 12.000 persone e ne furono ferite altre 50.000 (per la maggior parte civili!). Mladic, secondo quanto riferito dalle Autorità, è stato arrestato non lontano da Zrenjanin, città della Voivodina, provincia autonoma della Serbia settentrionale, dove il boia si nascondeva in una fattoria di Branko Mladic, un suo lontano cugino. Mladic lavorava come operaio in un cantiere edile di Zrenjanin, a una decina di km da Lazarevo, dove guadagnava circa 13 euro al giorno sotto il falso nome di Milorad Komadic. Poche ore dopo l’arresto, Mladic è stato portato davanti al Tribunale Speciale per i crimini di guerra di Belgrado, che ha confermato che Ratko Mladic sarà estradato all’Aja, innanzi al Tribunale Penale Internazionale solo dopo il completamento dell’iter contemplato dalle leggi serbe che richiederà ancora qualche giorno. Il presidente serbo Tadic, annunciando l’apertura di un’inchiesta per scoprire chi abbia aiutato e coperto Mladic durante la latitanza. Per l’arresto del boia, plaudono l’intera UE e le repubbliche balcaniche, nonostante le polemiche per la lunga latitanza, dovuta, secondo l’Alta Corte Internazionale, allo scarsa collaborazione delle Forze di Polizia serbe.

Stefano Memoli

XIX ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI

Palermo 23 Maggio 2011 – Ricorre oggi il XIX anniversario della strage di Capaci, nella quale perse la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.  Son passati tanti anni, ma il ricordo è fresco e terrificante come fosse successo ieri. La Fondazione “Giovanni e  Francesca Falcone” e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca quest’anno si sono dati appuntamento a Palermo  per la diffusione della cultura della legalità e della lotta alla mafia nelle scuole. Il capoluogo siciliano, per l’anniversario, è stato invaso da migliaia di studenti che nel corso dell’anno scolastico hanno partecipato al concorso “Il mondo che vorrei : Il trionfo della legalità, le minacce dell’ecomafia e il valore della memoria “. Il clou della manifestazione è stato il convegno che si è svolto nell’Aula Bunker dell’Ucciardone dal titolo: ”Giovanni e Paolo, due italiani.” Il dibattito all’interno del carcere è stato moderato dal Direttore di Rai 150  Giovanni Minoli e si è aperto con i saluti del Procuratore Generale di Palermo Luigi Croce e del Presidente della Corte d’Appello di Palermo Vincenzo Olivieri. Vedrà coinvolti il Presidente della Fondazione ”Giovanni e Francesca Falcone” Maria Falcone, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, il Presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello e le testimonianze di studenti, docenti, magistrati e rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Gli elaborati realizzati dai ragazzi durante l’anno scolastico verranno esposti a Palermo nelle piazze cittadine, in Aula Bunker, lungo i cortei e nelle scuole partecipanti. Le scuole selezionate hanno poi partecipato al viaggio sulle ”Navi della legalità”. Due navi, simbolicamente battezzate “Giovanni” e “Paolo”, salpate nel pomeriggio del 22 maggio rispettivamente da Civitavecchia e da Napoli con destinazione Palermo, a bordo delle quali hanno viaggiato circa 2.500 studenti ed una serie di personalità politiche e del mondo associativo antimafia. Il Parco della Favorita è entrato per la prima volta nel programma, grazie alla connotazione ecologica del concorso e della traccia proposta agli studenti. Sono stati o predisposti anche molti stand delle Forze dell’Ordine che hanno dialogato con i ragazzi. E’ stato allestito un laboratorio di aquiloni, e decine di stand con i lavori delle scuole dello Zen, di Brancaccio, di Borgo Nuovo e di tutta la Provincia di Palermo. L’Aula Bunker si è colorata all’interno e all’esterno con le lenzuola e i manufatti realizzati dai bambini. Nel pomeriggio hanno sfilato due cortei: uno dall’Aula Bunker e l’altro da Via d’Amelio. Entrambi si sono riuniti sotto l’Albero Falcone in via Notarbartolo per celebrare insieme il momento solenne del Silenzio che è eseguito dal trombettiere della Polizia di Stato all’ora della strage. Quattordici Paesi europei sono intervenuti alla manifestazione, grazie al progetto europeo promosso dalla Fondazione Falcone e finanziato dal programma comunitario Europa per i Cittadini con sede a Bruxelles e  dalla Regione Siciliana, coinvolgendo  delegazioni di studenti da Estonia, Olanda, Albania, Bulgaria, Lituania, Macedonia, Grecia, Spagna, Ungheria, Romania, Francia, Austria, Serbia, Croazia.

Tutte queste meritevoli attività e questo impegno a 360 gradi messo in campo da parte di tutti, connesso ad un sentimento nazionale di riconoscenza verso questi eroi moderni, ci fa ben sperare, anche se risulta una piccola luce nel buio dilagante dell’illegalità, dell’indifferenza e della malvagità della gente, che ancora oggi caratterizza il modo di essere e di vivere di tantissime persone. Possa davvero il ricordo ed il sorriso di Giovanni Falcone, unito al sacrificio delle persone morte per lui,  accendere la luce del cambiamento e della diffusione del messaggio di legalità e giustizia.!

Stefano Memoli

159° Festa della Polizia di Stato

Bergamo, 22 Maggio 2011 – Si sono conclusi ieri i 4 giorni di festeggiamenti per il 159° Compleanno della Polizia di Stato, all’insegna del messaggio ufficiale “C’E’ PIU’ SICUREZZA INSIEME”. Le celebrazioni hanno preso il via il 19 maggio a Roma in Piazza del Popolo con una cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle più alte cariche dello Stato, terminando domenica 22 maggio ore 19, con il concerto della Fanfara a Cavallo della Polizia di Stato Nella 4 giorni sono state realizzate tantissime iniziative ludiche dedicate alle famiglie, con dimostrazioni pratiche per i bambini, oltre che le tradizionali cerimonie e sfilate. Come di consueto sono stati, inoltre, letti i messaggi di auguri del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio, nonché quelli del Capo della Polizia e del Ministro dell’Interno (questi ultimi di seguito riportati):

Messaggio del Capo della Polizia, Antonio MANGANELLI :

“L’anniversario della fondazione della Polizia rappresenta un momento di festa per gli uomini e le donne appartenenti a questa gloriosa Istituzione, attorno a cui – ne sono convinto – l’intero Paese si stringe con un abbraccio affettuoso e riconoscente. È la festa di chi lavora tutti i giorni, con impegno, con passione e sacrificio spinti ben oltre i limiti del semplice rapporto di lavoro; è il momento in cui si deve riconoscere il valore aggiunto che, con impagabile entusiasmo, questi ragazzi offrono alla gente che quotidianamente si rivolge a loro; è la celebrazione dell’Istituzione considerata uno dei più importanti e solidi punti di riferimento della nostra democrazia e della civile convivenza della società italiana. Impossibile quantificare con dati e statistiche l’impegno che ogni giorno gli uomini e le donne della Polizia di Stato profondono per garantire ad ogni cittadino di vivere e lavorare serenamente, libero dalle mille paure che attanagliano la società contemporanea così complessa e composita. I numeri, i grafici, i raffronti con cui solitamente si misurano le performances di un’azienda, del suo personale, non potranno mai offrire una lontana idea dei sentimenti di dedizione verso il Paese che tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato dimostrano concretamente, giorno e notte. Ovviamente, le cronache mediatiche si attivano, principalmente, a seguito di fatti eclatanti: ad esempio, quando si arrestano i grandi latitanti. Soltanto nell’ultimo anno sono stati catturati oltre trenta tra i più pericolosi ricercati, tra cui spiccano il noto boss camorrista Antonio Iovine ed altri membri di associazioni di criminalita’ organizzata. Le luci dei riflettori si accendono quando lo Stato mette le mani sui grandi patrimoni illecitamente conseguiti: nel 2010, ad esempio, sono stati confiscati beni, mobili ed immobili, per un totale che si aggira sui 9 miliardi di euro, più del doppio di quanto ottenuto nel 2009, che pure era stato un anno particolarmente prolifico. L’attenzione degli organi di informazione si conquista quando si accerta che in un anno, il 2010, grazie all’azione delle Forze di polizia, si è riusciti ad abbattere del 20% il numero degli omicidi attribuiti alla malavita. In realtà, la gente, le comunità nel cui ambito lavorano i nostri operatori di polizia non hanno bisogno del clamore dei media per apprezzare un impegno che è fatto di tanti, piccoli ma significativi gesti di attenzione verso la gente, sempre più desiderosa di sicurezza, con particolare riguardo alle persone più esposte ai pericoli e alle paure, come i bambini, le donne, gli anziani, i poveri e le minoranze di qualsiasi genere. Ed i sentimenti di gratitudine che la gente continuamente e costantemente dimostra verso la Polizia di Stato si vanno sempre più rafforzando tanto più la collettività si rende conto delle aumentate difficoltà a cui vanno incontro i poliziotti in un momento, come l’attuale, di significativa contrazione della spesa pubblica. L’odierna ricorrenza si presta, per la coincidenza temporale, ad ampliare il momento celebrativo a due eventi importanti, sia pure in diversa misura, per la Polizia di Stato: il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed i trenta anni di vigenza della Legge n. 121 del 1° aprile 1981. Sono due momenti che la Polizia di Stato intende celebrare con particolare intensità emotiva, perché, sia pure nella loro evidente diversità, esprimono quei sentimenti di unitarietà, di comunanza, di condivisione di intenti che rappresentano il filo conduttore, ora più che mai, della nostra mission. La storia del Paese è ricca di un vissuto di uomini che hanno fortemente voluto, con un deciso impegno comune, creare e rafforzare continuamente una democrazia sempre più partecipata e solidale. Per non andare troppo lontano nel tempo, si pensi al lungo attacco terroristico con cui il Paese, dagli anni ’70 in poi, ha dovuto fare i conti, quando, non solo la coesione sociale e nazionale, ma anche le libere istituzioni democratiche, nate sull’onda del movimento di Liberazione ed ancorate ai principi della Costituzione repubblicana, sono state pesantemente ed insidiosamente attaccate. La storia di quegli anni ci consegna pagine, intense ed eroiche, scritte da donne ed uomini eccezionali: magistrati, forze dell’ordine, funzionari pubblici, cittadini che si sono distinti per vocazione morale, senso del dovere, impegno nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Erano anni in cui, nell’aberrante progetto terroristico, ogni poliziotto, ogni magistrato, ogni politico era un bersaglio da colpire e da annientare per distruggere il tessuto della società e la tenuta delle Istituzioni. Questa lezione, che anche la Polizia di Stato ha saputo offrire, deve essere considerata un monito per chiunque sia tentato di percorrere la strada della violenza, della illegalità, della sfida alle regole della convivenza civile. E proprio durante quegli anni si e’ concretizzato lo spirito riformatore, che ha preso corpo nella legge 121, con cui, oltre alla smilitarizzazione della Polizia di Stato, si e’ realizzata l’unitarietà dell’azione delle Forze di polizia, attraverso la figura del Ministro dell’Interno come Autorità nazionale di pubblica sicurezza e, quindi, come figura centrale e di vertice. Questo forte intento unitario, che ha sempre caratterizzato l’anima e la cultura operativa della Polizia di Stato, questa voglia di fare squadra con le forze sane della società, di condividere strategicamente problemi e soluzioni, rendono l’Istituzione sempre vicina alla gente e pronta ad affrontare i mille problemi quotidiani che tante persone devono affrontare. Proprio a tutela dei più deboli, la Polizia di Stato è fortemente impegnata per difendere le minoranze presenti nel nostro Paese, al fine di consentire il concreto godimento del diritto all’eguaglianza dinanzi alla legge, contro le discriminazioni. Se rimuovere gli ostacoli che impediscono la fruizione di tale diritto è il segno del livello di civiltà di un Paese, a maggior ragione anche la Polizia di Stato, da sempre garante della civile convivenza della collettività, interviene con una forte azione di prevenzione e repressione finalizzata ad eliminare ogni atto culturalmente discriminante, in un percorso di concreta liberazione dai pregiudizi. Il momento celebrativo, infine, deve costituire anche un doveroso omaggio ai tanti poliziotti che non hanno esitato a sacrificare la vita per reprimere un reato, sventare una minaccia, salvare una persona. A questi uomini ed a queste donne deve andare il nostro pensiero commosso, la nostra profonda gratitudine; e alle loro famiglie, il nostro pieno, continuo ed incondizionato sostegno affettuoso. Le donne e gli uomini della Polizia di Stato, che mi onoro di rappresentare, conoscono bene il valore della vita, perché mettono a repentaglio la propria esistenza ogni giorno e perché difendono quella altrui con ogni risorsa. Ecco perché i poliziotti saranno sempre al fianco della gente, senza farsi intimidire da niente e da nessuno, senza arretrare mai, con un coraggio pari all’amore che ognuno di loro prova per il nostro Paese.”

Messaggio del Ministro dell’Interno, Roberto MARONI

“Signor Capo della Polizia, festeggio insieme a Voi il 159° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato con sentimenti di grande apprezzamento e gratitudine nei confronti delle donne e degli uomini che vi appartengono. La stima e la solidarietà dei cittadini nella Polizia di Stato nasce dalla consapevolezza che la salvaguardia della sicurezza è affidata a professionisti seri e competenti, che sanno esprimere nel loro lavoro un non comune spirito di sacrificio e senso del dovere. La Polizia di Stato è una Istituzione vitale, dinamica, attiva, costantemente al passo con i cambiamenti e le innovazioni del nostro tempo. Grazie al prezioso e quotidiano lavoro di tutti coloro che vi fanno parte, nonostante le oggettive difficoltà nell’adeguare i mezzi e le risorse alle minacce di una criminalità ancora pervasiva ed agguerrita, anche in quest’ultimo anno abbiamo conseguito straordinari risultati. Operazioni di altissimo profilo investigativo, svolte in costante coordinamento con le altre Forze di Polizia, hanno permesso di scardinare organizzazioni di stampo mafioso, tra le più temute a livello internazionale. Sono orgoglioso di evidenziare che pressoché tutti i latitanti, tra i più pericolosi, appartenenti ai vertici della mafia, della ‘ndrangheta, della camorra, della sacra corona unita e di tutte le altre organizzazioni criminali, sono stati catturati. È proseguita senza tregua l’aggressione ai patrimoni mafiosi: beni, per un valore di oltre 20 miliardi di euro, sono stati sequestrati e confiscati nel corso di questi 3 anni di intenso lavoro. Il contrasto alla criminalità organizzata è un obiettivo prioritario del Governo ed è per questo che lo scorso agosto è stato approvato all’unanimità dal Parlamento il “Piano straordinario contro le mafie” che ha introdotto, tra gli altri, strumenti più incisivi di aggressione ai patrimoni mafiosi. Accanto all’impegno profuso nella lotta alla criminalità vorrei ricordare il senso di equilibrio e di professionalità dimostrato nelle delicate situazioni di ordine pubblico che hanno visto impegnati, in più occasioni in quest’ultimo anno, gli appartenenti alla Polizia di Stato. Lo straordinario ed eccezionale contributo prestato nella gestione dell’emergenza umanitaria connessa agli sbarchi di migranti provenienti dal Nord-Africa, ha testimoniato altresì la profonda umanità e solidarietà con cui arricchite il Vostro lavoro.La gente riconosce e apprezza anche l’impegno quotidianamente profuso a tutela dei più deboli e dei più indifesi contro quelle odiose forme di delinquenza che si manifestano soprattutto nelle nostre città e che destano forte allarme sociale. I risultati raggiunti, solo a grandi linee accennati, non sarebbero stati possibili senza l’impegno, la costante tenacia, l’assoluta disponibilità e il coraggio di ciascun appartenente alla Polizia di Stato che con le sue “Specialità” riesce ad operare al servizio del cittadino e delle sue varie e complesse esigenze di sicurezza. Sono consapevole, tuttavia, del fatto che per rendere sempre più efficace la Vostra azione dobbiate essere posti nelle condizioni che Vi consentano di operare al meglio. In questa giornata dedicata a tutte le donne e a tutti gli uomini della Polizia, non posso non ricordare coloro che hanno sacrificato la vita nella difesa dei valori e dei principi che regolano il vivere civile. A loro il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine. Buona festa e auguri alla Polizia di Stato!”

A Bergamo la Festa della Polizia di Stato si è celebrata nella mattinata di sabato 21 Maggio nella splendida cornice del Palazzo della Prefettura. Qui, durante la cerimonia, svoltasi alla presenza di tutte le Autorità politiche, amministrative e militari locali, nonchè alla presenza delle famiglie, sono stati consegnati tra l’altro, i premi ai Poliziotti che si sono distinti in operazioni di servizio e/o investigative, nell’intero territorio della provincia di Bergamo. In particolare, durante la cerimonia, sono stati consegnati ai dipendenti 2 Encomi e 16 Lodi : i primi  destinati al Sovrintendente Paolo Pella ed all’Ispettore Capo Alberto Tartaglia. Le lodi, invece, sono state tributate agli Ispettori Capo Giuseppe Ferrante e Peter Finazzi, al Sovrintendente Capo Elio Carminati, ai Sovrintendenti Furio Fratus, Massimo Guareschi, Giovanni Colombi, Giuseppe Viganò, Gianni Meloni e Mauro Chiesa, agli Assistenti Capo Simone Asperti, Fabio Madaschi, Corrado Citaristi, Agostino Russo e Roberto Pedretti e agli Assistenti Stefano Falconi e Luca Paletta.  Il Questore di Bergamo, Dott. Vincenzo RICCIARDI, ha pronunciato poi il proprio discorso di ringraziamento, citando come segue :

«Non vi nego l’emozione: questo splendido Palazzo è stato la prima sede della Questura di Bergamo fino alla fine degli anni Ottanta. Proprio qui ho vissuto gli anni iniziali in Polizia e adesso sono qui, a pochi mesi dal mio ritorno a casa, perché Bergamo è la mia casa, nelle vesti di Questore»….. rivolgendosi ai cittadini: «La presenza di oggi – ha detto – dimostra la solidarietà e il sostegno che ci accompagnano ogni giorno nello svolgimento del nostro non facile lavoro»…..e parole di ringraziamento per i poliziotti in servizio alla questura: «Vi sono riconoscente per la vostra professionalità che puntualmente dimostrate e, al tempo stesso, sono grato alle vostre famiglie che condividono questo lavoro non sempre compreso, non sempre puntualmente gratificato»…….e ancora sul problema-sicurezza: «La prevenzione, sfuggente e difficilmente misurabile rappresenta tutto ciò che il poliziotto è riuscito a non far succedere e quindi non è accaduto. La repressione, ad esempio, può riparare al danno subito senza, però, eliminarlo». Poi, parlando della vicenda di Yara Gambirasio: «Il tragico episodio ci tocca profondamente e ci ricorda i limiti del nostro essere a servizio della sicurezza. Ci ricorda che dentro queste divise ci sono donne e uomini, madri e padri, non super eroi ma poliziotti in cerca di verità. Vi assicuro che le nostre energie sono rivolte a trovare risposte ai tanti perché. Agli autori del crimine dico: non ci fermeremo. Si tratta di una promessa che dobbiamo alla mamma Maura e al papà Fulvio».  Infine ha terminato con un una frase di Thomas Edward Lawrence: «Il mio sogno, parlando dei giovani, è educare alla legalità, per vivere nella legalità, per imparare i vantaggi della legalità: sarà un sogno, ma mi piace credere sia realizzabile».

159 volte auguri alla Polizia di Stato ed ai suoi uomini che la rendono grande!!!

Stefano Memoli

CARMINE ABAGNALE RICONFERMATO AL CONSIGLIO COMUNALE DI MILANO

Milano, 16 Maggio 2011 – Il nostro fondatore, come già ampiamente previsto da tutti i nostri associati, è stato riconfermato al Consiglio Comunale di Milano, vincendo personalmente le Elezioni Amministrative di Milano 2011, indipendentemente dal risultato del voto per il Sindaco. Carmine ABAGNALE, infatti, aumentando i propri consensi, ha portato a casa ben 1502 voti, posizionandosi così tra i primi dieci candidati del PDL al Consiglio Comunale di Milano: un successo strepitoso, giunto a riconoscimento della passione e del serio impegno politico messo in campo in questi 5 anni da Consigliere. Tale successo conforta i cittadini Milanesi, che lo hanno scelto nuovamente per il suo “giusto fare politico” , ma soprattutto tutti noi Associati, che ci riconosciamo in lui come portatore e difensore dei valori che stanno alla base della nostra Associazione.
Da tutti gli Associati di Bergamo e provincia, i più sentiti e calorosi Auguri di buon governo!!

Stefano MEMOLI – Pres. Provinciale A.P.I.

Festa per il 194° Annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Roma, 13 maggio 2011 –  A Roma, zona Arco di Costantino, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del ministro della Giustizia Angelino Alfano, del capo del D.a.p. Franco Ionta, del presidente del Senato Renato Schifani del presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, del Capo della Polizia Antonio Manganelli, del Governatore della Regione Lazio Renata Polverini e del Vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, si è svolta la Festa per il 194° Annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria. La cerimonia è iniziata alle ore 09,00 presso l’Altare della Patria in Piazza Venezia, dove il Ministro della Giustizia accompagnato dal Capo del D.A.P., ha deposto una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, dinanzi al Reparto d’Onore della Polizia Penitenziaria. Il Presidente Napolitano, che ha ricevuto gli Onori da una Formazione d’Onore con Banda e Bandiera del Corpo di Polizia Penitenziaria, nel corso della cerimonia ha consegnato la Bandiera d’Istituto al Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, concessa con proprio Decreto dell’11 marzo 2011 e alcune  onoreficenze ad appartenenti al Corpo che si sono distinti per meriti di servizio. Nel pomeriggio, la Polizia Penitenziaria ha montato la Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale.

I nostri migliori auguri a tutti gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria.

Stefano Memoli

Inizio 84° Adunata Alpini a Torino

Torino, 7 Maggio 2011  - Nel cuore di Torino è iniziata la 84° Adunata degli Alpini che vedrà sfilare circa 85 mila penne nere, sotto lo sguardo festante dei Torinesi e di circa 500 mila turisti. La festa, che si concluderà domani, avrà il suo momento clou nella sfilata, il cui “ammassamento” (il mega ritrovo di tutti gli Alpini) è fissato per domenica mattina in Largo Vittorio Emanuele. A dire il vero, la città è invasa da turisti e curiosi già dall’inizio settimana, con parchi pubblici interamente occupati da centinaia di tende e venditori di panini, il tutto in un clima di festa da sagra paesana. Nella notte tra sabato e domenica, è prevista una lunga notte tricolore in omaggio agli Alpini, durante la quale mostre, musei, teatri, cinema, negozi ed  il Palazzo del Comune rimarranno aperti per i visitatori. Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, alle 18,20 di domani, in piazza Castello, chiuderà le cerimonie, rendendo gli onori finali alla Bandiera di guerra del 3° Reggimento Alpini. Ciliegina sulla torta, domani, sempre da Torino, con partenza da Venaria e arrivo in piazza Vittorio, scatterà la 94ª edizione del Giro d’Italia. Viva gli Alpini.
Stefano Memoli

STRAGE DI ERBA: OLINDO E ROSA CONDANNATI ALL’ERGASTOLO DEFINITIVAMENTE

Roma, 3 Maggio 2011 – Olindo Romano e Rosa Bazzi,  i coniugi accusati della strage di Erba dell’ 11 dicembre 2006 (in cui furono trucidati Raffaella Castagna con il figlio di 2 anni Youssef, sua madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.), sono stati definitivamente condannati all’ergastolo, così come deciso dalla Prima Sezione Penale della Cassazione. La sentenza ha confermato il verdetto emesso dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano il 20 aprile 2010 e dalla Corte d’Assise di Como, il 26 novembre 2008. In aula, a sentire la lettura del dispositivo c’erano solo i cronisti. L’avvocato della difesa si è dichiarata delusa dalla sentenza, poiché Olindo e Rosa sarebbero innocenti. Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna, e padre di Youssef, si è dichiarato non completamente convinto della sentenza e della colpevolezza esclusiva dei coniugi, avanzando l’auspicio di una riapertura del processo. Noi riteniamo che fondamentalmente e sul piano del diritto GIUSTIZIA E’ STATA FATTA!!

Stefano Memoli

Corte di Giustizia Europea: no al reato di “immigrazione clandestina”

Lussemburgo, 28 Aprile 2011 - L’Italia non può punire con la reclusione gli immigrati irregolari che non rispettino l’ordine di abbandonare il Paese. La Corte di Giustizia Europea ha dichiarato illegittimo l’introduzione nel diritto penale italiano del reato di immigrazione clandestina per il quale si prevede la reclusione, poiché non coerente con la direttiva europea sul rimpatrio degli immigrati clandestini. Dopo l’invenzione dei Centri di Permanenza Temporanea con la Legge del 1998 (Bossi-Fini)  si è consentita di fatto l’introduzione della detenzione amministrativa. Ed è per trovare un fondamento giuridico ai centri che fu introdotto il reato di immigrazione clandestina nel 2009 con il Pacchetto Sicurezza. La clandestinità da illecito amministrativo divenne reato penale punito con la reclusione. A portare la Corte a pronunciarsi sul tema è il caso di Hassan El Dridi, un algerino condannato dal tribunale di Trento ad 1 anno per mancato rispetto di un ordine di espulsione. La Corte si è pronunciata dicendo in sostanza che “una sanzione penale della clandestinità così come stabilita nella legislazione italiana può pregiudicare l’obiettivo di stabilire una politica di rimpatrio che sia rispettosa dei diritti fondamentali“. In più, la Corte ha ritenuto di dover escludere qualsiasi disposizione contraria alla direttiva e alle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri. Dunque secondo la sentenza, il giudice italiano, che è incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell’Unione e di assicurarne la piena efficacia, “dovrà disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva e tener conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri“.La Corte Ue ha poi sottolineato che l’Italia non ha ancora trasposto la direttiva europea sui rimpatri, da cui “la procedura di allontanamento italiana differisce notevolmente”. Pur essendo la legislazione penale di competenza degli stati membri, questi devono comunque rispettare il diritto Ue e non possono quindi applicare una normativa, sia pure di diritto penale, che ne comprometta la realizzazione degli obiettivi.

Carabinieri presi a bastonate ad un posto di blocco da 4 giovanissimi: uno dei due Carabinieri è in condizioni gravissime.

Sorano (GR), 25 Aprile 2011 – Una pattuglia radiomobile della Compagnia Carabinieri di Pitigliano (Grosseto) è stata aggredita questa notte nelle vicinanze di Sorano, lungo la Strada Provinciale 22,  dopo che aveva intimato l’alt ad una vettura con quattro giovani fiorentini a bordo, diretti verosimilmente ad un rave party che si teneva a pochi chilometri. A scatenare la furia dei giovani è stato lo “scontato” esito positivo dell’alcoltest al quale era stato sottoposto il conducente (unico maggiorenne) . Quando infatti i Carabinieri hanno comunicato loro che avrebbero provveduto al ritiro della patente, i 4 giovani (3 dei quali minorenni) si sono scatenati come delle bestie, aggredendo i 2 militari con un palo metallico di recinzione, con calci e pugni. A terra sono rimasti i 2 Carabinieri , uno dei quali in condizioni gravissime per un ematoma alla testa, per il quale è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, L’altro militare, invece, rischia perdere un occhio. Gli aggressori, con una freddezza ed una violenza inaudita, dopo aver massacrato i militari,  hanno portato via dall’auto dei Carabinieri una cartellina e il blocco dei verbali su cui erano stati annotati i loro nomi, fuggendo a tutta velocità a bordo della loro autovettura. Fortunatamente, una pattuglia della Stazione Carabinieri vicina che sopraggiungeva, ha notato una vettura che si allontanava a forte velocità, l’ha inseguita e bloccata, dopo essere stata costretta ad esplodere vari colpi di pistola alle gomme. Tutti e quattro sono stati arrestati quindi con l’accusa di duplice tentato omicidio. Un vigile urbano di Sorano,tra i primi ad accorrere sul luogo dell’aggressione, ha raccontato di essere rimasto colpito dalla violenza usata sui militari ma soprattutto dall’impassibilità dei giovani autori. “Gli stessi delinquenti, infatti, – a dire del vigile – pur avendo visto i Carabinieri stesi a terra,  sono rimasti indifferenti, muti, senza fornire alcuna giustificazione.”

Di fronte a tali barbarie, non si può che esprimere la massima solidarietà ai militari, nonché condannare duramente la violenza dei giovanissimi, che sovente passa inosservata o addirittura giustificata agli occhi di alcuni genitori e della società civile.

Stefano Memoli

Emergenza profughi ed immigrazione clandestina: il conto, momentaneamente lo stanno pagando solo ed esclusivamente le Forze dell’Ordine.

Lampedusa, 17 Aprile 2011 – Questa è l’amara constatazione a cui dobbiamo tutti arrivare dopo aver visto come si muove la nostra politica nazionale e come agisce furbescamente l’Europa. Nel braccio di ferro tra Italia e Francia sugli immigrati dotati di permessi provvisori di soggiorno, nei giochetti di politica estera condotti dal Governo e Parlamento Europeo che continuano a negare tutti gli impegni in materia di immigrazione e libera circolazione degli stranieri, nel continuo stillicidio economico a cui la dittatura economica di Tremonti continua a sottoporre gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, nella discriminazione dei trattamenti economici e delle dotazioni strumentali tra Forze dell’ordine e Forze Armate a cui assistiamo impotenti da alcuni anni,   nel caos gestionale di questa emergenza immigratoria che vede tutta una serie di scelte politiche dell’ultimo secondo, in tutto questo operano con abnegazione ed altissimo senso del dovere i discriminati e vilipesi appartenenti alle Forze dell’Ordine che, mentre tutti si chiedono cosa fare per gestire il “casino internazionale” , continuano a lavorare in condizioni disumane, senza riscontri economici, senza mezzi sufficienti, senza garanzie sanitarie e possibilità di sottrarsi ad un impegno così gravoso, sempre con il senso del dovere e lo spirito di solidarietà che li contraddistingue nel loro impegno lavorativo. Sono infatti sotto gli occhi di tutti le condizioni inaccettabili in cui versano gli operatori di polizia inviati senza alcuna profilassi a Lampedusa e costretti a passare alcuni giorni in mare ad attendere la destinazione dei profughi, con la sola dotazione “extra” di una bottiglietta d’acqua al giorno. Poliziotti dei Reparti Mobili rimasti prima per quattro giorni dentro una nave ormeggiata al largo di Lampedusa, senza alcun immigrato a bordo, impossibilitati ad attraccare a causa delle avverse condizioni meteo. Poi solo 5 poliziotti di scorta a 830 migranti sulla nave partita alcuni giorni fa da Lampedusa per Taranto nell’ambito delle operazioni di svuotamento dell’isola, con i rischi di rivolta e di prevedibili violenze. Poliziotti che per 48 ore non ricevono il cambio. Condizioni igienico-sanitarie a rischio. Numero di personale in servizio e mezzi di dotazione assolutamente insufficienti per una emergenza definita epocale. Tutto ciò per 18 Euro di indennità giornaliera, che forse sarà pagata tra qualche semestre. Per non finire, Poliziotti infamati dall’accusa giornalistica di connivenza nel permettere le fughe degli immigrati dai centri di accoglienza, senza ricordare che gli unici scontri che si sono verificati, proprio a Manduria, sono stati dettati dall’intervento dei Poliziotti non solo per evitare che gli stranieri si allontanassero, ma anche per riportare nel Centro coloro che se ne erano allontanati. Contemporaneamente protestano anche i Vigili del Fuoco  che chiedono più mezzi a disposizione e spiegano che a Lampedusa non ci sono Pompieri fatta eccezione per quelli che prestano servizio all’aeroporto e che da lì non si possono allontanare, facendo rilevare che è assurdo che in un’emergenza immigrati come quella che sta vivendo Lampedusa non ci sia neanche una motobarca dei Vigili del Fuoco o un nucleo sommozzatori. Ciliegina sulla torta: la Caritas di Roma avverte che nelle loro strutture di accoglienza non c’è più posto. Il giudizio lo lasciamo a tutti voi, ma è fuor di dubbio che lo scontrino fiscale e morale di tutto ciò lo stanno pagando solo i ragazzi che indossano una divisa!!

Stefano Memoli

CONCORSO PER IL RUOLO SOVRINTENDENTI DELLA POLIZIA STATO : QUIZ ERRATI E CANDIDATI CHE DEVONO RIPETERE LA PROVA

14  Aprile 2011 Non bastava il taglio dei fondi e delle dotazioni per i Poliziotti, che ormai lavorano ogni giorno in condizioni sempre più disagiate. Ora anche il Ministero dell’Interno si dimostra disattento verso i propri dipendenti e verso le loro giuste aspirazioni di carriera, predisponendo dei quiz errati alle prove scritte del Concorso per aspiranti Vice Sovrintendenti della Polizia di Stato. Il concorso in questione, bandito nel 2009, si è svolto nel dicembre 2010 con la partecipazione di circa 15000 mila candidati. Al termine delle prove, però, ci si è resi conto (dopo vari ricorsi) che si potevano contare non meno di 25 errori nei questionari sottoposti ai candidati. La cosa più assurda che un anno prima, nel 2009, si era verificata la stessa cosa, obbligando la Commissione esaminatrice dello stesso Ministero ad impegnarsi nel promettere che sarebbe stata più attenta nel controllo dei quiz, preparati da una società esterna.  Adesso i candidati dovranno rifare le prove, con tutte le implicazioni negative che ne conseguono!

(Fonte : Il Messaggero)

LA CONSULTA BOCCIA I SUPER POTERI D’ORDINANZA DEI SINDACI

10 Aprile 2011 - La Corte Costituzionale, con la sentenza 115/2011, ha ritenuto illegittimo il comma 2 dell’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, così come modificato dal D.L. 92/2008 – c.d. Pacchetto Sicurezza), che prevedeva “super poteri di ordinanza”, tramutatisi concretamente sino ad oggi prevalentemente in divieti anti-accattonaggio o anti-lucciole. Tale comma, infatti,  consentiva ai sindaci, in quanto ufficiali del governo, di adottare provvedimenti a “contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato“, per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana, anche fuori dai casi di “contingibilità e urgenza“. Le ordinanze dei sindaci in questione, spiega la Corte Costituzionale, incidono «sulla sfera generale di libertà dei singoli e delle comunità amministrate, ponendo prescrizioni di comportamento, divieti, obblighi di fare e di non fare, ma la Costituzione Italiana, ispirata ai principi fondamentali della legalità e della democraticità, richiede che nessuna prestazione, personale o patrimoniale, possa essere imposta, se non in base alla legge, così come previsto dall’art. 23 della Carta Costituzionale». I giudici costituzionali hanno quindi ritenuto violati gli articoli 3, 23 e 97 della Costituzione che riguardano il principio di eguaglianza dei cittadini, la riserva di legge, il principio di legalità sostanziale in materia di sanzioni amministrative.

- D. Lgs. 18 Agosto 2000, nr. 267 -

“Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”

…..omissis….

Articolo 54
Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale

1. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovraintende:
a) alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica;
b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e di sicurezza pubblica;
c) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge;
d) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone il prefetto.

2. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumita’ dei cittadini; per l’esecuzione dei relativi ordini puo’ richiedere al prefetto, ove occorra, l’assistenza della forza pubblica.

……omissis……..

Arrestato per duplice omicidio il vigilantes che ha ucciso due rapinatori

Quinzano d’Oglio (BS), 5 Aprile 2011 - E’ stato arrestato, e tradotto in carcere, con l’ipotesi di reato di duplice omicidio volontario, la guardia giurata che l’altro pomeriggio a Quinzano d’Oglio, nel Bresciano, ha ucciso due rapinatori, intercettati all’uscita di una Banca che avevano appena rapinato. La tragica rapina è stata perpetrata verso le 15 di ieri, alla Cassa Rurale e Artigiana, all’interno della quale sono entrati un 62enne  residente a Ravenna, un 38enne residente a Caselle Torinese ed un 30enne residente in provincia di Torino, i quali armati di taglierino e travistati con  maschere in silicone, asportavano circa diecimila, fuggendo immediatamente via a piedi, per raggiungere una Fiat Bravo parcheggiata in una strada adiacente Appena fuori, però i tre banditi si sono trovati davanti un furgone della Fidelitas che aveva scaricato del denaro in una vicina Banca, a bordo del quale vi era un vigilantes che ha tentato di bloccarli, urlandogli prima l’alt e poi sparando in aria. L’auto con a bordo i rapinatori, a questo punto ha ingranato la retromarcia, puntando verso il vigilantes che, vista la situazione, ha sparato con la propria pistola d’ordinanza. I colpi del vigilantes hanno ferito a morte due rapinatori, mentre il terzo è riuscito a scappare a piedi, finendo per essere poi arrestato dai Carabinieri in un paese limitrofo, a bordo di una bici rubata.  Esprimiamo la massima solidarietà alla Guardia Giurata, confidando un accertamento giusto e celere dei fatti ed auspicando l’immediata libertà cautelare di un individuo che ha semplicemente agito in nome dell’adempimento del dovere e della tutela della sicurezza di tutti noi.!!

Stefano Memoli

PACCO BOMBA ESPLODE NELLA CASERMA DELLA FOLGORE A LIVORNO FERENDO IL COMANDANTE

LIVORNO, 31 MARZO 2011 - Il tenente colonnello Alessandro Albamonte, 40 anni, Capo di Stato Maggiore della Brigata “Folgore”, mentre si trovava nel suo ufficio all’interno della Caserma RUSPOLI di livorno, ha aperto una busta indirizzata al suo ufficio, ed è stato investito da un’esplosione, che gli ha causato la successiva amputazione di tre dita della mano ed il rischio della perdita della vista ad un occhio. L’attentato è stato rivendicato dalla Federazione Anarchica Informale (FAI) riconducibile all’ambito anarchico. L’ufficiale, che non è in pericolo di vita, è stato trasportato prima all’ospedale di Livorno e poi a quello Fiorentino di Careggi . La moglie, in attesa del secondo figlio, ha udito l’esplosione per telefono mentre in quel momento stava parlando con un collega del marito. Albamonte nel 2009 è stato comandante della task force “Election” che vigilava sul regolare svolgimento delle elezioni in Afghanistan e ha operato nella Zeerco Valley, una delle zone più pericolose del Paese. Tutte le più alte cariche dello Stato hanno espresso piena solidarietà al militare. Anche noi esprimiamo il nostro sdegno per un atto vile, con il quale si vogliono colpire degli eroi militari dello Stato, colpevoli solo di sacrificare la propria vita in pace ed in guerra per servire la nazione.

Stefano Memoli

“CARTA DI PARMA” SULLA SICUREZZA URBANA

Parma, 25 Marzo 2011 – I comandi delle Polizie Municipali e dei rappresentanti dei Comuni  di Alessandria, Arezzo, Asti, Bergamo, Brescia, Cremona, Firenze, Lucca Mantova, Modena, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Prato, Rovigo, Treviso e Verona, aderenti alla “Carta di Parma” (documento sottoscritto originariamente il 18 Aprile 2008 da 15 Sindaci con il quale si chiedevano aumento di funzioni e competenze in materia di sicurezza urbana) si sono dati il consueto appuntamento nel Comune di Parma con l’obiettivo di sollecitare il Parlamento Italiano per l’approvazione della legge di riforma della polizia municipale, un corpo che ora come ora è organizzato su di una legge di 25 anni fa e che non tiene conto dei mutamenti di ruolo che hanno assunto i vigili. A Parlamento e Governo si chiedono nuovi strumenti di difesa e  maggiori risorse per la sicurezza. Alla commissione Affari istituzionali del Senato, infatti, è ormai da mesi ferma la proposta di legge per la riforma delle Polizie Locali (proposta di legge Saia/Barbolin) con la quale si chiede che sia inserito un criterio per dare uniformità alle oltre 5mila Polizie locali sparse sul territorio nazionale e che a queste venga riconosciuto un ruolo preciso nella gestione della sicurezza urbana. A questo scopo quindi si propone anche di rinnovare la dotazione di strumenti per la difesa degli agenti, autorizzando bastoni estensibili e  spray urticanti al peperoncino. Non solo, però. Si chiede anche la possibilità di accedere alla banca dati del Ministero degli Interni per identificare i soggetti fermati dalla Polizia locale. Per sostenere questa strategia i Comuni chiedono di poter escludere i costi sostenuti per la Polizia locale dalle voci di bilancio sottoposte ai vincoli del patto di stabilità. «Attraverso il percorso legislativo realizzato dal ministero dell’Interno, con l’emanazione del “Pacchetto Sicurezza”, si è inteso dare competenze fondamentali ai sindaci in materia di sicurezza urbana – è scritto nella lettera – «Oggi più che mai il sindaco è diventato, su questi temi, un punto di riferimento per i cittadini. E lo stesso vale per la Polizia locale». Il rischio, si dice anche è di «una limitazione all’operatività degli organi di Polizia locale che porterebbe negative conseguenze nell’affrontare le tematiche quotidiane afferenti la sicurezza urbana, la polizia giudiziaria, la sicurezza stradale, con grave nocumento alla tutela dei cittadini. Una limitazione di operatività con un sostanziale arretramento rispetto alle competenze attualmente attribuite dalla vigente legge quadro sull’ordinamento della Polizia locale. Le modifiche apportate evidenziano alcune gravi criticità inerenti al rapporto tra Sindaci e Prefetti, al coordinamento tra le Forze di Polizia dello Stato e Locali, al mancato accesso alle banche dati del Ministero dell’Interno e alla mancanza di strumenti giudirico-operativi che consentano alla Polizia locale di esercitare in sicurezza le proprie competenza. L’auspicio è che vengano definitivamente migliorati gli strumenti legislativi di coordinamento e gestione integrata della sicurezza urbana e della polizia giudiziaria, individuando perfettamente compiti e funzioni delle varie Forze di Polizia.

Stefano Memoli

150° ANNIVERSARIO UNITA’ D’ITALIA

La legge n. 4671 del 1861 del Regno di Sardegna, promulgata il 17 marzo 1861 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861), così recitava:

Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, ecc. ecc. ecc.
Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Articolo unico
Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli Atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge dello Stato.
Dato  a Torino, addì 17 marzo 1861.

Vittorio Emanuele
C. Cavour. – M. Minghetti. – G.B.Cassinis. – F.S. Vegezzi – M. Fanti. – T. Mamiani. –
T. Corsi. – U. Peruzzi “.


DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2011, nr. 5

(Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011)

(Gazzetta Ufficiale nr. 44 del 233-2011)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 7-bis del D.L. 30 Aprile 2010, nr. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, che ha dichiarato festa nazionale il giorno 17 marzo 2011, ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione dell’Unita’ d’Italia;

Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di assicurare la dovuta solennita’ e la massima partecipazione dei cittadini dichiarando il 17 marzo 2011 giorno festivo a tutti gli effetti civili, senza peraltro che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e a carico delle imprese private;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 febbraio 2011;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri della difesa e dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;

EMANA
il seguente decreto-legge:
Art. 1

1. Limitatamente all’anno 2011, il giorno 17 marzo e’ considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio 1949, nr. 260.

2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festivita’ soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia proclamata per il 17 marzo 2011.

3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 2

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 22 febbraio 2011.

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
La Russa, Ministro della difesa
Gelmini, Ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca
Visto, il Guardasigilli: Alfano

Il 17 marzo 2011, che cade durante il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, sarà Festa Nazionale, così come stabilito dal Consiglio dei Ministri. Tale decisione ha trovato l’opposizione dei tre ministri della Lega. Calderoli, in particolare ha parlato di un decreto che è “una follia incostituzionale” aggiungendo che “fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo, con un decreto privo di copertura (traslare come copertura gli effetti del 4 novembre, infatti, rappresenta soltanto un pannicello caldo), in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale è pura follia”. Il Presidente della Repubblica, che ha sempre ricordato la centralità di questa data, ha invece ricordato che ci sarà anche l’impegno per la partecipazione della Chiesa e in qualche forma anche del Pontefice alle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, così come dichiarato anche dai Cardinali Bertone e Bagnasco. Il decreto legge equipara il 17 marzo 2011 alle festività dell’ 1 gennaio, del 25 aprile e del’1° maggio, con gli edifici pubblici  imbandierati. Secondo l’opposizione la decisione di istituire la festa è “giusta e saggia” (secondo Fassino), al pari dei giudici, del mondo della scuola e dei sindacati. Il nostro auspicio è che festività imponga un momento di riflessione seria sull’Unità politica e sociale del nostro paese, facendo superare per un attimo le diatribe politiche sterili e dannose.

Stefano Memoli

MEMORIAL DAY S.A.P. 2011 : PREMIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Roma, 3 marzo 2011 – Quest’anno, il Memorial Day, organizzato dal Sindacato Autonomo di Polizia, sarà riproposto per la 19esima volta dalla sua istituzione. Tale giornata, definibile come autentica e storica manifestazione nazionale, è dedicata alle vittime della criminalita’ e del terrorismo ed anche quest’anno, per la sesta volta consecutiva, ha ottenuto il prestigioso patrocinio della Presidenza della Repubblica con l’assegnazione della Medaglia da parte del Presidente Giorgio Napolitano. Un premio importantissimo, a conferma della rilevanza e della serieta’ della manifestazione simbolo del ricordo delle vittime. La manifestazione dell’anno in corso vedrà coinvolte tutte le segreterie provinciali Italiane del S.A.P. e si svolgerà attraverso iniziative, eventi e commemorazioni molteplici, a partire dalla deposizione di una corona all’Altare della Patria, a Roma, nella giornata del 24 maggio prossimo.

ONORE AL TENENTE MASSIMO RANZANI !

Afghanistan, 28 Febbraio 2011 L’ennesimo militare Italiano morto in Afghanistan. Il tenente Massimo Ranzani, 37 anni, originario di Ferrara, appartenente al V° Reggimento Alpini di stanza a Vipiteno, è morto oggi, mentre  altri quattro soldati sono rimasti feriti gravemente a seguito dell’esplosione di una bomba (una mina). Un ordigno improvvisato, nei pressi di Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan,  ha colpito il veicolo blindato Lince sui quali viaggiavano gli alpini, di rientro da un’operazione di assistenza medica alla popolazione locale. I 4 feriti, fortunatamente, non sarebbero in pericolo di vita. I talebani hanno rivendicato l’attentato in un comunicato pubblicato sulla loro pagina web. Il tenente Ranzani, figlio unico, abitava a Santa Maria Maddalena, nel comune di Occhiobello in provincia di Rovigo, insieme al papà Mario ed alla mamma Ione. Ancora una volta i nostri militari pagano un tributo di sangue altissimo in nome del loro impegno di pace per l’Afghanistan.

RITROVATO IL CADAVERE DI YARA GAMBIRASIO

26 Febbraio 2011, Chignolo d’Isola (BG) – Nelle pomeriggio del 26, esattamente allo scadere del 3° mese dalla scomparsa, si sono definitivamente spente le speranze di ritrovare Yara viva. Il suo cadavere, infatti, in avanzato stato di decomposizione, è stato ritrovato tra le sterpaglie di un campo agricolo del Comune di Chignolo d’Isola, a circa dieci chilometri da dove la giovane ginnasta viveva,  A trovare il corpo senza vita di Yara è stato un aeromodellista che tentava di recuperare un aeroplano planato nel campo. Lo stesso, dopo aver visto il copro esanime della giovane ha chiamato immediatamente il 113. Sul posto è intervenuto immediatamente la Polizia di Stato, il Questore di Bergamo e tutte le altre Forze dell’Ordine in ausilio. Il cadavere era in un’area aperta nei pressi di una zona industriale. Secondo la prima ispezione cadaverica Yara è stata colpita dal suo assassino con almeno sei violente coltellate, di cui una alla gola, una al polso e altre 4 alla schiena. L’ipotesi degli esperti è che la 13enne sia stata prima colpita al collo, poi al polso, nel tentativo di difendersi, e infine alla schiena. Gli inquirenti ed i Reparti di Polizia Scientifica stanno effettuando accuratissimi e continui sopralluoghi, giudicando “interessanti” alcuni indizi ritrovati sul posto, vagliando anche una prima testimonianza che parlava di un veicolo arrivare e successivamente allontanatosi dalla zona a forte velocità nello stesso pomeriggio. Inevitabilmente tutto il paese di Brembate è  in lutto, anche se le campane della Chiesa, per tutta la domenica,   hanno volontariamente suonato a festa allo scoccare di ogni, ora, così come voluto dal Parroco del paese, significando che in cielo si è aggiunto un altro angelo. I previsti festeggiamenti per il Carnevale, organizzate nello stesso Comune, sono stati sospesi, testimoniando il dolore di una intera comunità. I genitori di Yara, sprofondati nel dolore più assoluto, non appena sono terminati tutti i rilievi e le ispezioni cadaveriche del caso, sono stati accompagnati dai Funzionari della Questura di Bergamo per la formalità del riconoscimento c/o l’Istituto di Medicina Legale di Milano, ove il corpo è stato trasportato per la successiva autopsia, affidata ad un pool di massimi esperti. Gli investigatori, pur mantenendosi cauti nelle valutazioni del caso, ritengono improbabile che il corpo della ragazza sia stato portata nello stesso giorno 26 nel campo, ipotizzando che può essere stato portato lì da diverso tempo, o addirittura dal primo giorno nel quale è scomparsa. A questo punto non rimane che sperare che la cattura dei responsabili avvenga con celerità e senza indugi investigativi, e che il successivo processo giudiziario a loro carico sia giustamente proporzionato all’orribile crudeltà con cui queste belve umane hanno trucidato una povera ragazza ed hanno ferito e mortificato una comunità intera.

17 MARZO FESTA NAZIONALE PER L’UNITA’ D’ITALIA

Roma 19 Febbraio 2011 – Il 17 marzo 2011, che cade durante il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, sarà Festa Nazionale, così come stabilito dal Consiglio dei Ministri. Tale decisione ha trovato l’opposizione dei tre ministri della Lega. Calderoli, in particolare ha parlato di un decreto che è “una follia incostituzionale” aggiungendo che “fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo, con un decreto privo di copertura (traslare come copertura gli effetti del 4 novembre, infatti, rappresenta soltanto un pannicello caldo), in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale è pura follia”. Il Presidente della Repubblica, che ha sempre ricordato la centralità di questa data, ha invece ricordato che ci sarà anche l’impegno per la partecipazione della Chiesa e in qualche forma anche del Pontefice alle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, così come dichiarato anche dai Cardinali Bertone e Bagnasco. Il decreto legge equipara il 17 marzo 2011 alle festività dell’ 1 gennaio, del 25 aprile e del’1 maggio, con gli edifici pubblici  imbandierati. Secondo l’opposizione la decisione di istituire la festa è “giusta e saggia” (secondo Fassino), al pari deio giudici del mondo della scuola e dei sindacati. Il nostro auspicio è che festività imponga un momento di riflessione seria sull’Unità politica e sociale del nostro paese, facendo superare per un attimo le diatribe politiche sterili e dannose.

Stefano Memoli

CASSAZIONE SENTENZIA: “NON E’ REATO TELEFONARE DALLE UTENZE DELLA P.A PER SCOPI PERSONALI”.

ROMA - Con sentenza 10 gennaio 2011, n. 256 della VI° Sez. Penale della Corte diCassazione, viene sentenziato che non integra il reato di peculato la condotta del dipendente che utilizza la linea telefonica per fini privati, qualora il danno economico arrecato alla pubblica amministrazione sia di modesta entità. E’ quanto stabilito da Giudici della Suprema Corte, chiamati a pronunciarsi sulla sentenza della Corte d’Appello di Catania, che in precedenza, aveva riconosciuto colpevole del reato di peculato continuato, un sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri a cui era stato contestato l’utilizzo delle utenze telefoniche intestate all’Amministrazione per telefonate d’interesse personale. La Suprema Corte, infatti, nella sentenza in questione, ha enunciato letteralmente che “il fatto lesivo si sostanzia propriamente nella appropriazione, che attraverso tale uso si consegue, delle energie, formate da impulsi elettronici, entrate a far parte della sfera di disponibilità della pubblica amministrazione, occorrenti per le conversazioni telefoniche.Tuttavia, affinchè sussista l’elemento materiale di tale delitto, è necessario che i beni sottratti all’amministrazione posseggano un significativo rilievo economico.” Nella fattispecie esaminata, i Giudici di Legittimità hanno osservato che i beni costituenti l’elemento oggettivo del peculato sono di entità così modesta da non provocare un vero e proprio danno al patrimonio della pubblica amministrazione, per cui il reato suddetto non sussiste. La conclusione a cui perviene la Suprema Corte si è dunque  uniformata ai più recenti orientamenti giurisprudenziali in tema di peculato escludendo il configurasi di tale fattispecie criminosa a causa dell’inidoneità dei beni, di cui il dipendente si è impadronito, a rilevare come elemento materiale dell’appropriazione.

CARTUCCE DIFETTOSE E LA POLIZIA RIMANE SENZA MUNIZIONI PER L’ADDESTRAMENTO

14 Febbraio 2011 – Le cartucce provenienti dalla Repubblica Ceca sono difettose e la Polizia Italiana rimane senza munizioni per le esercitazioni di tiro del personale. La notizia è contenuta in una circolare firmata dal Direttore del Servizio Logistico del Ministero dell’Interno con la quale viene “disposta cautelativamente la sospensione dei lotti di cartucce della ditta Ceca, per un imprecisato numero di milioni di cartucce”. “La disponibilità residua – spiega lo stesso Direttore – che costituisce scorta nazionale per eventuali situazioni emergenziali e per assicurare il regolare svolgimento dei corsi di formazione, è esigua e pertanto non potranno essere prese in considerazione e soddisfatte richieste di munizionamento “, sino a quando non ci sarà un nuovo acquisto (previsto non prima di questa estate!!), Durante le esercitazioni di tiro sin qui svolte, infatti, si è constatato  che in più casi le cartucce ceche sono esplose per eccessiva carica pirica (che, nello specifico, costa anche la metà di altra polvere di maggiore qualità!!!!) che determina un aumento della pressione interna all’arma dovuta all’esplosione della cartuccia. La vicenda ha scatenato ovviamente la reazione dei sindacati dei poliziotti, i quali vogliono capire se l’uso di proiettili difettosi abbia arrecato rischi per la salute e la sicurezza dei poliziotti e per quale motivo è stato acquistato materiale straniero di minor qualità rispetto a quello Italiano. Questo è l’ennesimo scandalo causato dal taglio dei fondi destinato al comparto sicurezza, in un momento in cui vengono addirittura negati i fondi già accantonati e contabilizzati da anni per la riforma del comparto e l’esercizio della normale attività Isitituzionale.!!!

Stefano Memoli

FORZE DELL’ORDINE INSULTATE E PICCHIATE

13 Febbraio 2011 – “2.079” : questo è l’allarmante numero di appartenenti alle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri e Vigili Urbani) che nel solo 2010 hanno subito violenze ed insulti. Un numero vergognosamente alto che fa da cartina tornasole alla sempre crescente inciviltà della gente ed all’intolleranza verso coloro che indossano una divisa durante il loro lavoro. Tali episodi di violenza registrati ai danni sia di uomini che di donne in divisa, si sono verificati con una media di 173 al mese e poco meno di 6 al giorno, ma complessivamente l’1,3% in più dell’anno precedente. A rilevare annualmente il triste bilancio è l’Osservatorio “Sbirri Pikkiati” dell’Asaps, che ci specifica che dei 2.079 casi monitorati l’anno passato, il 39,3% si è verificato al sud, il 35% al nord e il 25,6% al centro. A finirne vittime per lo più Carabinieri (50,3%), Poliziotti (37,4%) e Vigili Urbani (10,8%). Nel 30% degli episodi, l’aggressore era ubriaco o sotto l’effetto di droghe.  Significativo, dunque, sembra la quasi parità di percentuale di casi avvenuti nel Sud e nel Nord, con ciò unificando di fatto il Bel Paese nelle “crociate” e nelle violenze gratuite ai danni delle Forze dell’Ordine. C’è anche da dire, come è stato fatto rilevare, che l’età media di coloro che indossano la divisa è aumentata sensibilmente, il numero delle stesse Forze dell’Ordine è in costante diminuzione e conseguentemente diminuisce la capacità operativa e difensiva degli stessi. Fermo restando i citati numeri, c’è da chiedersi dove affonda le radici culturali e quali sono le cause di una tale irriverenza istituzionale, una tale assenza di senso civico, una tale impunità garantita a coloro che attaccano i simboli e gli uomini delle Istituzioni..(Fonti AGI e ASAPS)

AUTOVELOX “NASCOSTI” : RINVIATI A GIUDIZIO 3 VIGILI URBANI DI REGGIO EMILIA

Reggio Emilia, 10 Febbraio 2011 – Tre vigili urbani del Comune di Reggio Emilia, indagati per abuso d’ufficio, sono stati rinviati a giudizio dal competente Tribunale su richiesta del pm Padula. Secondo l’accusa avrebbero eseguito alcuni controlli con l’autovelox nella tangenziale di Reggio Emilia ”senza ottemperare alle disposizioni di legge in materia di buona visibilita’ e presegnalazione del servizio”. In pratica le apparecchiature per misurare la velocita’ sarebbero state installate, secondo i denuncianti, in modo da non essere ben visibili a distanza dagli automobilisti. Accusa sempre respinta dagli agenti e dallo stesso Comando della Polizia Municipale. La vicenda giudiziaria era nata come conseguenza di una querela sporta dall’assessore alla sicurezza di Merlara (Padova) Marco Borin. Borin aveva raccontato all’Automobile Club Padania (che ha collaborato nell’iter giudiziario con Borin) di aver rischiato un incidente a Reggio Emilia nel 2009 a causa un veicolo che gli aveva bruscamente frenato davanti, avendo scorto all’ultimo l’autovelox nascosto tra la vegetazione a bordo strada. Il 20 aprile si terra’ la prima udienza. L’Automobile Club Padania, che si costituira’ parte civile, segnala in una nota che sarebbero 25 gli automobilisti sanzionati da considerare parte lesa, oltre a Marco Borin. (Fonte ANSA).